L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

sabato, 27 novembre 2004

-Grazie commissario.Novità?

-Pessime nuove ragazzo.

-Nel senso?

-Il disastro chiave della sua vita è nel blog che lei tiene su Splinder,sul quale ci siamo intrattenuti nei giorni scorsi

-Addirittura!?

-Non scherzi.Le assicuro che non è il caso.Si tenga forte.Non possiamo fare molto per lei,ci creda.Avesse avuto il fiato della 'ndranghetta sul collo o un'orda di terroristi islamici incazzati le saremmo potuti essere meno inutili.Purtroppo non ha avuto fortuna,o meglio,è stato troppo ardito.Quella che lei ha contro è un'entità sul cui potere è difficile stabilire confini.E non speri di cavarsela negoziando rese o cambiando nazione,continente.Quelli hanno corrispondenti in ogni dove.Persino sulla luna non starebbe al riparo.

-Di chi stiamo parlando commissario?

-Arduo parlarne.Si corre il rischio,anche se lo si fà indossando una divisa e ricoprendo importanti incarichi pubblici,di essere scambiati per visionari.Quella che lei ha contro è una banda dal potere,le confermo,smisurato.Ne avevo sentito parlare,ma finora non ero stato testimone diretto dei loro interventi.Lei ha contro le grandi firme della Blogsfera,una classe che tiene particolarmente alla propria esclusività e non prevede dazi d'entrata,nel senso che non prevede,se non alle loro condizioni e previo giuramento di fedeltà ai loro dettami,nuovi ingressi.Non ammette eccezioni e non si piega.Chi ha provato a superare i bastioni che si sono creati non l'ha fatta franca a ha pagato con la vita.Lei ha oltrepassato i confini,e di molto.

-Ho solo scritto un blog!

-Si,ma ha avuto pure il fegato di metterlo in rete.E diffonderlo.Credo che questo abbia fatto traboccare il vaso.Coraggio,del resto come poteva sapere a cosa andava incontro

-Già...ma non potrei fermarmi ora,non rifarlo mai più,chiedere scusa?

-No,troppo semplicistico.Chi si intende di queste questioni sa che chi ha scritto certe cose ha la letteratura nel sangue,e non si fermerà.Loro sanno  che ci riproverebbe,prima o poi.Non li faccia così ingenui,prenderebbe solo un grosso granchio.L'unica cosa che posso fare per lei è trattenerla qua,lontano dal mondo.Senza internet e telefono.E senza contatti.Forse,e sottolineo forse,così si placherà la loro ira e la laceranno in pace,neutralizzato.Diversamente,se uscisse di quà non durerebbe a lungo.Ma d'altronde pure restando quì dentro non mi sento di offrirle troppe garanzie,solo vaghe speranze di sopravvivenza.

-Sono solo poco piu che un ragazzo,commissario

-Tutto questo è molto triste,la capisco.Quello che lei può fare di certo ora è maledire Dio per tutto quel talento che le ha donato,la sua condanna a morte.Cosa pensa di fare?

-Resto.

-Bravo.Le prometto che faremo l'impossibile per cavarla da questa empasse

Domani compio 26 anni e non  permetterò a nessuno di  dire che questa è l'età migliore della vita.Ho trascorso 39 notti in questa galera.Oggi è l'alba del quarantesimo giorno.Sciolgo i voti e chiedo di uscire,di andare via.Se lo farò,mi informano,perderò il diritto a ritornare,per sempre,e non mi verrà più accordata nessuna tutela.Li metto al corrente che sono a conoscenza su ciò cui vado incontro.Mi vogliono dare una valigia per la mia roba,vogliono chiamarmi un taxì.Dico di lasciar perdere,ho addosso tutto quello che mi occorre e ho voglia di camminare.Esco in strada.I presagi di oscurità e di intimità infinite si fanno acuti.Percorro il sentiero che dovrebbe condurre in città.L'aria è fresca,e il verde delle colline mi regala sensazioni che la vista della mia cella mi negava.Sento arrivare alle mie spalle un auto,mentre penso che questo magico sole ciociaro potrebbe darmi ispirazione per un altro immenso post.Ma la macchina è già dietro di me.Manco mi giro

Postato da: diamonds a 12:34 | link | commenti (4) |

venerdì, 26 novembre 2004

"Immaginazione 10,orientamento al mercato 0",questa era stata la sintesi dei giudizi espressi dalle prime 23 case editrici alle quali avevo osato far pervenire la mia  prima prova d'autore che consideravo degna di esposizione al pubblico ludibrio.Ma la ventiquattresima,un editore specializzato in storie nere piene di grazia,aveva invece valutato un azzardo la sottovalutazione del mio Gosthdancing per cui mi sottopose un contratto che ,viste le condizioni economiche previste,avrei potuto permettermi di rifiutare(cosa che non feci),e diede il via alle stampe.La commercializzazione era gia iniziata,ma per valutare l'impatto che i miei conati di china avrebbero avuto sui miei contemporanei avrei dovuto attendere l'autunno,per cui giocavo d'attesa continuando a gingillarmi col mio mediocre quotidiano.E questo è quanto,almeno fino a quando non vidi l'ombra del detonatore sulla vaschetta del water,cosa che mi fece desistere dal permanere in disabije e chiamare la polizia.Disinnescato l'ordigno ed espletate le pratiche di rito mi permisero di tornare nel mio open space.Gli interrogatori che si susseguirono nei giorni seguenti non mi disturbavano piu di tanto,ed il tipico scarso senso di autoconservazione che mi pervadeva da una vita fece si che non cambiarono troppo le mie abitudini.O almeno così pensai fino a quando un cecchino orbo o fin troppo furbo non mi mancò(ironia della sorte proprio mentre ero seduto nella tazza)di un buon mezzo metro.Di Lì in poi cambiarono le cose,nel senso cehe cominciai a considerare poco onorevole una morte che,allo stato delle cose minacciava di sorprendermi in situazioni sconvenienti.Gli interrogatori,che fino a quel momento si erano sostanziati nella compilazione di moduli si fecero serrati fino ad assumere nei toni,il carattere di vere e proprie sedute psicoanalitiche che affondavano il coltello nei miei trascorsi.Ma non venne alla luce nullache fosse degno diu una condanna che pensavo di non meritarmi.Nel frattempo avevo una scorta e pernottavo da parenti.Fù il commissario Cotroneo,venuto apposta da Merano,specializzato in serial killer(non tralasciavano la scia dello psicopatico che colpisse a naso)che,chiedendomi un ulteriore sforzo di memoria fece risalire alla superficie della mia coscienza la questione del libro.Ne volle per se una copia,e mi rimandò all'indomani.Aveva fatto le ore piccole per finirlo e quella mattina lo trovai accigliato e sempre più confuso sui moventi del caso.Dalla lettura aveva evinto che non ci fosse categoria che non potesse considerarsi lesa dal parto delle mie onde cerebrali.Avevo voluto,nelle intenzioni,creare una storia che evidenziasse il pericolo di una società chiusa,dove nel lungo termine,i piccoli peccati commessi dai singoli assurgono a un quadro di letalità collettivo.Avevo calcato un po la mano,d'accordo,ma mi veniva difficile pensare che uno sciame di amanti tradite,un branco di professori trafficoni o un bidello impazzito potessero avercela con me,almeno fino al punto di volermi fare fuori.E Cotroneo era d'accordo con me,ma mi disse ugualmente di stare in guardia e a disposizione.Aveva un presentimento e sperava di sbagliarsi.La cosa mi turbò,non a torto,visto che l'indomani venni prelevato dalla solita auto azzurra,che mi portò in un eliporto dove venni imbarcato su un elicottero verde e trasferito,dopo aver solcato tanto mare,in un edificio grande,grigio e deserto,che venni poi a sapere che era un carcere militare dismesso nelle campagne laziali.Ed è il posto dove sono adesso.Da sei giorni sto qua,riverito e nutrito a dovere ma tenuto all'oscuro.Mi dicono che Cotroneo arriverà domani mattina.Non sto nella pelle e passo la notte in bianco

-Venga,si accomodi

                                                              ------continua?-----

Postato da: diamonds a 18:48 | link | commenti |

 

Feeds

  • Powered by Splinder

Counter

visitato *loading* volte