Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"
FIATO CORTO
Riassunto: Si parte a cercare i possibili testimoni del fattaccio (ma esattamente… di cosa stiamo parlando?).
Il viaggio in auto fu breve e veloce, accompagnato dalla musica masterizzata in canonica. Guidando ripensava alla discussione appena conclusa e si chiedeva se poteva avere una qualche collegamento, non tanto chiaro, con i fatti su cui stava indagando.
Che un nesso ci fosse era, invece, una certezza assoluta per il clarinettista, il primo a cui fece visita.
"Ne sono più che sicuro – esordì non appena fatte le presentazioni – La ragazza è vittima di un ricatto. Le sue interpretazioni cominciavano a disturbare troppa gente. Ci metteva troppa personalità, troppa arte, troppo sentimento… tutte cose che infastidiscono i mediocri"
Per quanto ne capiva il detective, in realtà, lo stesso clarinettista non era al di sopra dei sospetti. Ciò che si vedeva di lui e della sua vita trasudava mediocrità in abbondanza. Dall’appartamento popolare al mobilio di scarsa fattura, dai vestiti poco curati alla poca pulizia, niente brillava in quell’uomo e nel mondo che aveva attorno. Alcune foto incorniciate, appese alle pareti del salotto, lo ritraevano durante concerti che, presumibilmente, non erano stati particolarmente affollati.
"Ma veramente – gli chiese l’investigatore – è possibile che qualcuno possa escogitare un ricatto simile per far smettere di cantare una jazzista?"
"E’ un mondo duro – rispose l’latro – non mi stupisco più di niente. Anche a me, del resto, hanno tagliato le gambe con una serie di imbrogli… Lo sa? Avevo un futuro roseo appena uscito dal conservatorio, mi chiamarono molti gruppi ed orchestre…"
Il detective lo lasciò parlare senza più ascoltarlo. Conosceva già la storia: invidiosi ed imbroglioni erano da sempre l’unica causa dell’ìnsuccesso che i musicisti erano disposti a riconoscere. La litania proseguì per un buon quarto d’ora finchè venne interrotta dal provvidenziale trillo del campanello.
"Oh, mi scusi – si giustificò il clarinettista – quasi dimenticavo che devo fare lezione"
"Insegna clarino?"
"Sì sì… qualcosina, a domicilio… sa, per arrotondare"
I due si alzarono per andare alla porta. Il detective, felice di potersi liberare dall’inutile ascolto, stava per uscire quando si trovò davanti una ragazzina che teneva in mano l’astuccio dello strumento. La seguì con lo sguardo mentre entrarava dal maestro di musica. Sbirciando notò una strana espressione sul volto del clarinettista, un po’ colpevole un po’ maliziosa, che innescò tutt’altro genere di sospetti sul personaggio. Si chiese se poteva essersi sbagliato sulla sua mediocrità sotto alla quale, forse, poteva covare qualche vizio importante.
Registrò il sospetto e partì verso la tappa successiva.
Si sono viste uova pasquali lasciarsi morire sulla tomba del padrone.
Emozionalmente voglio amare...
Emozionalmente voglio sognare...
Emozionalmente voglio camminare...
Emozionalmente voglio mangiare...
Emozionalmente voglio vivere...
Se fossi in voi mi farei santo. Se fossi in voi andrei fuori sotto la pioggia, sotto il vento, sotto le macchine, estasiato. Se fossi in voi, io canterei. Se fossi in voi riderei e mi adorerei e adorerei Tutto. Se fossi in voi non darei nemmeno retta a quello che vi sto dicendo. Ma se solo fossi in me. Se solo fossi in me vi giuro che farei tutto. Tutto. Un ottimo esempio per chiunque sarei, se fossi in me. Sarei persino caritatevole. E lo sarei anche con voi, Persino con voi, e in un modo che non vi porterebbe a pensare a compassione o a moralismi. Oh, sì. Sì che lo sarei. Se solo fossi in me canterei dio, o il tutto, o chi per lui, con la gioia di chi non deve dimostrare nulla, Soprattutto che non ha nulla da dimostrare. Ma se voi foste in me… No, non fatelo. Non pensateci nemmeno, fate come se lo foste già. Fragole con la panna e mirtilli. Falene come palmi di mano. Qualsiasi cosa purché non pensiate. Sgabelli gialli pieghevoli, se voi foste in me. Mercurio che invade tutto e vive da sé e per sé, se io fossi in voi e voi in me. Rido e gioisco, in me. In me. E l’orologio mi dice che non è tempo di andare fuori sotto la pioggia, sotto il vento sotto le macchine, a farmi santo e cantare. Mi adoro, ma è una gretta masturbazione. Il Tutto vuole di più dell’amore individuale. Il Tutto vuole più del sentirsi bravi e belli. Vorrei dirvi che vi amo, ma mentirei. E il solo pensiero mi fa sorridere. Cercherò di dirvelo sinceramente, un giorno. A tutti. Ma per ora, ahimè, ho smesso di dare retta a quello che vi sto dicendo.
Chi sei?
La domanda rimase sospesa in aria un istante per poi cominciare a scendere come olio dal collo della bottiglia. Le mani legate dietro la schiena, nylon che segava i polsi. Non tentò più di tanto di liberarsi, sapeva già che avrebbe solo fatto affondare la cordicella attraverso pelle poi strato lipidico poi muscolo e tendini fino all' osso.
Non te lo dico no no.
La risposta tagliò la stanza rimbalzando da una parete all' altra, buia, cupa, senza che un che di morbido attutisse lo sferzare.
Chinò il capo verso lo sterno, esponendo la nuca.
Seduta e legata allo schienale, ginocchia chiuse e polpacci aperti e piedi agganciati ai piedi della sedia
-anche le caviglie abbarbicate al nylon come un' ancora nel fondale del porto-
sentì passi avvicinarsi
sentì il fiato calare sul collo
sentì il morso ancora prima che i denti affondassero nella carne
l' aria gelò la saliva tra i capelli
la scure troncò ogni successiva emozione
spalancò gli occhi mentre come carta che si lacerava si ritrovò a fissare il pavimento dalla stessa angolazione del battiscopa
Per un momento ti ho amato
Anche io
"Nessun calcolo ha nessun senso dietro questa paralisi. Gli elementi a disposizione non consentono analisi, e i professori dell'altro ieri stanno affrettandosi a cambiare altare. Hanno indossato le nuove maschere e ricominciano a respirare. Bambini venite parvulos, c'è un'ancora da tirare, issa dal nero del mare, dal profondo del nero del mare. Che nessun calcolo ha nessun senso e poi nessuno sa più contare. Legalizzare la mafia sarà la regola del duemila, sarà il carisma di Mastro Lindo a regolare la fila e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già . Qualsiasi tipo di fallimento ha bisogno della sua claque. Bambini venite parvulos, c'è un applauso da fare al Bau Bau, si avvicina sorridendo, l'arrotino col suo Know-How, venuto a prendere perline e a regalare crack. Sabbia sulle autostrade, ruggine sulle unghie, e limatura di ferro negli occhi, terra fra le nostre lingue. Avrei voluto baciarti amore, ancora un poco prima di andare via. Prima di essere scaraventati dentro questo tipo di pornografia. Bambini venite parvulos, vale un occhio il vostro cuore, mille dollari i vostri occhi, i vostri occhi senza dolore. Bambini venite parvulos, sangue sotto al sole". Francesco De Gregori-Miramare 19.4.89 (1989)
"ELOGIO ALLA TRISTEZZA"
<<Finalmente,potrei ritrovare la mia tristezza>>,così diceva,qualche giorno fa,il mio amico Zarathustra.Non bisogna leggere,in questa esclamazione,la tristezza,ma la collera:non la collera blu,ne la collera nera,furibonda,ma soltanto la collera bianca.Lui che conosce le oasi di Tozeur e i datteri,la sabbia e il deserto,il latte di cammella e il palmeto,Avicenne e Averroè,Nietzsche e Pasolini,sa perfettamente che all'origine e alla radice dell'occidente orientale ci sono la tristezza e la collera che sono inseparabili dall'aurora della poesia da cui nasce la nostra civiltà.Questa tristezza nasce dalla fiera rivendicazione del proprio diritto-dovere,e di conseguenza del proprio io,ma la tristezza è sempre vicina alla follia creatrice,sfumata,che pochi conoscono.Una persona incapace di collera,privata della tristezza è una persona umanamente priva di un carattere essenziale dell'umanità.Il lievito di cui abbiamo bisogno deve contenere anche qualche grammo di corruccio biblico,di tristezza coranica e di rabbia flaubertiana.La vita implica anche il proprio giudizio universale,e quest'ultimo richiede una giusta composizione di pietà amante,di tristezza amorosa e di collera sanguigna.Nessuno lo mostra meglio di Averroè,il più grande filosofo e poeta della collera inseparabile dalla tensione morale,dal forte sentimento della vita e della storia,della grandezza d'animo.La capacità di travolgere,e di sembrare triste è una qualità necessaria dell'umanità,al pari della sua capacità di amare.Amare è essere tristi.Si è tristi a forza di aver amato e di aver servito gli altri,i deboli e gli sfruttati.Per noi due,un nomade e un berbero,il fondamento è sempre a sud dell'altrove,in quel momento di rabbia,nella prova soffocante,nel martellamento e nell'urto che batte il ferro.La tristezza è sempre lo schiudersidell'occhio allo stupore,unica possibilità di andare al di la del possibile.Ogni momento di creazione ha bisogno della sua tristezza,della sua collera e del suo delirio.La tristezza non si comunica,vuole solo comunicare,comunicare il non-detto che fa sempre paura.L'uomo triste o in collera aspetta una risposta che tarda ad arrivare.La tristezza è magica perchè è linguaggio e comunicazione nell'inomunicabile.La nostra collera non deve servire ad alimentare la punizione.Siamo tutti tristi per poter resistere e lottare."
Radhouan Ben Amara (giornale di sardegna-11 marzo 2005-pagina 8)
- Libera la mente, liberala da ogni pensiero, svuotala completamente. Ci riesci? Riesci a mettere tutto in un cassetto, per almeno un minuto? Riesci a non pensare?
- No.
- Peccato, senza niente dentro saresti riuscita a provare niente, e quindi a non essere felice ma nemmeno infelice.
Rabbia mi invade.
Insicurezza mi devasta.
Paura mi distrugge.
Emozioni accarezzatemi ma vi prego non violatemi più...
Voyager Forse la morte è solo un ergonomico letargo previo inventario
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