Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"
Tirdonelmà
Ricordi fuggite e non tormentate;
Speranze accorrete e unitevi tutte;
Ondine io chiamo, venite e ascoltate!
Il Diavolo seguirò questa notte.
Canto il dolore di ciò che si brama,
Io canto magia e bassezza e timore,
Canto col canto di chi tace ed ama,
Creo, Incanto e Voglio per esser Signore.
Coppa ha spezzato la Spada lucente,
Lama smussata, la mente offuscata,
Rame ha voluto Mercurio demente.
Follia eseguita, contesa accettata.
Ricordati ora, lettore incosciente,
Coi ciechi tuoi occhi, da me l'hai portata.
E' così confusa che spera di addormentarsi e svegliarsi senza il ricordo di quello. Quello che le strappato il cuore dal petto, lo ha stritolato e lo ha spezzato in tanti piccoli pezzetti. Quello che l'ha fatta sentire una morta vivente, dopo averla presa il giro col sorrisone che tanto la faceva impazzire. Quello che si è preso la sua verginità con prepotenza erotica. Quello che le ha detto "penso ancora a lei...", scaricandola tra lacrime e disperazione. Quello che le ha causato notti insonni in chat e occhiaie preoccupanti per mesi. Quello che le ha fatto nascondere la dolcezza così pura che aveva nell'animo. Sì, quello lì. Quello che l'ha fatta innamorare.
E' tornato, proprio quando lei stava ricucendo i pezzetti del cuore frantumato, è tornato.
Sto stronzo.
e lei pensa all'amore e a ciò che le ha dato, e che può darle, pensa al dolore che sicuramente la colpirebbe in pieno se si tuffasse in un'altra avventura con quello; ma prima di tutto pensa all'amore, alle emozione che ne scaturiscono, e a quanto la facciano sentire viva. Pensa al suo Zahir, il suo unico pensiero. Pensa al suo Zahir, che prende il nome di Filip.
e quindi?
boh
Finisco di infilare la calzamaglia, quella gialla, la mia preferita. Non appena ogni piega è annullata, spiegando contemporaneamente la mia nuova identità, mi guardo soddisfatta nello specchio nero che porto sempre dietro di me. Metto il bistro sugli occhi, antico rituale tramandato da generazioni di giullari prima che io arrivassi. Stasera sarò ancora una volta Clopin, per minare la vostra fragile moralità, la vostra insipida immoralità. Sono perfetta, impeccabile come sempre, peccatrice redenta ma non pentita. Sono la Maddalena dei vostri tempi, una puttana con lunghissimi capelli neri che sembrano asciugamani. Perchè, carissime signore ingioiellate, intrepidi dirigenti d'azienda rampanti (Scapino, mia cara, non volermene, tu non sarai mai come loro, nemmeno se ci provassi per mille e mille anni), stasera la Corte dei Miracoli, la schiatta dei miracolati, la risma dei risvegliati, sono
a
piede
libero.
Guai a voi.
Urlo nel silenzio di me stessa
Grido nel dolore mai vissuto
Piango lacrime mai nate
Soffro il silenzio di me stessa
Detesto lacrime mai nate
Vivo il dolore mai vissuto
Brucio
Un accattone fallito, io. Arricchito dal troppo mendicare.
Nemmeno la decenza di continuare così, nemmeno la coerenza di sperarmi, di volermi sempre in viaggio, sempre al freddo, sempre solo mezzo volto da mostrare - e solo a chi lo merita.
(Nemmeno io lo merito sempre, vedete. Gli specchi esistono solo per ricordarci quanto poco siamo coraggiosi.)
Di reale, di veramente sincero, c'è solo il bambino che ama e si illude in noi.
Chi l'ha dimenticato? Chi l'ha rinnegato? Scagli la prima pietra, e ci insegni a crescere.
Suono il mio violino senza corde -quanti rimpianti, quanti rimpianti- e respiro l'aria della nuova stagione.
Sa di pessimi ricordi, ma solo perchè voglio sia così.
E i sapori nuovi, come ogni anno.
Come sempre. Anice; solo immaginato, ma che importanza ha? Dolce, inebriante. E uno splendido sorriso, e gli occhi imbarazzati, e una gioia maldestra.
E una gioia maldestra.
Shhht... Io non sono qui. Voi non siete qui. Non lasciate che i pensieri scappino, non lasciate che si noti qualcosa di più, è scortesia sembrare stupidi, è sempre bugia esser sinceri.
Dimenticherei la mente, se potessi.
Se solo imparaste ad ascoltare, tutti voi.
Se solo qualche dio -ma siamo sicuri?- non avesse nascosto la paura così vicino all'anima, per ogni volta che osiamo scoprirla.
A cuccia, sciocco. Questa vita non è per te.
Impazzisci senza restare solo, allora potrai. Non prima.
Il violino si è rotto, non suona più come prima. Qualche stupido ha pensato di farmi un favore aggiungendo le corde.
Muoiano lui e il suo buon senso.
Mi piace parlare e discutere con i miei amici; mi piace parlare delle percezioni alterate, delle forme pirandelliane e degli orizzonti interrotti. Mi piace stare seduta, comoda, su una poltroncina e osservare le loro espressioni mentre fumano, e, in ogni caso, seguire e partecipare ai loro discorsi (dimostrando, così, che non è necessario fumare, per "far parte del gruppo"). Mi piacciono le discussioni infervorate sulla guerra e l'ingiustizia che regnano sovrane in alcune parti del pianeta. Mi piace dire qualcosa di cui nessuno sa nulla, e ascoltare cose di cui non ho mai saputo nulla. Mi piace sentirmi parte di loro, e sentire loro in me, quando veniamo assaliti dalla tristezza di una storia finita, dallo sconforto del sentirsi degli inetti in questa società, o dal senso di impotenza che tanto ci tortura di fronte a un'immagine, a un articolo o a un film sull'andamento attuale di qualche luogo della terra. Mi piace esprimere i miei pensieri, anche quelli più stupidi; dire quanto sia strano pensare che in lontani angoli del mondo, in questo momento, qualcuno stia facendo l'amore, qualcun altro stia progettando una fuga di mezzanotte e un altro ancora stia pregando per avere da mangiare. Mi piace ricordare gli aneddoti divertenti degli anni passati e riderci su, con un po' di malinconia dovuta alla crescita obbligata. E probabilmente starete pensando che tutto ciò sia banale e retorico, e forse anche infantile, ma non mi interessa, perchè ogni tanto mi viene voglia di scrivere di loro, dacchè, nonostante tutto, li amo.
..e gli orizzonti si spalancano, e la mente raggiunge l'Oltre, l'Oltre tanto desiderato quanto temuto, l'Oltre che costringe a guardare nella parte più nascosta della nostra anima, l'Oltre che è l'essenza del nostro essere.
Instabili bagliori d'onniscenza sgorgavano dal video turchino.Le pareti muschiate sapevano di umor vitreo dei Dioscuri.Alle sue spalle,il pensiero di un letto pulsante capitanato da una pantera lo aiutava a sbarcare il lunario.Non credeva nelle coincidenze.Silvana e balda si preparava ad arrotare le zanne sul suo dorso e imbavagliava il tempo titillando ectoplasmi verdi come mitrie d'avvento.Zingarate.Il grande creditore,senza preamboli,incombeva focomelico ubriaco di se.Si scuffiava che era una bellezza,certe sere:Tre cuori e una caparra.Comprereste voi un trivano da quest'uomo?
"ma se stendo le gambe, come caldamente mi auguro e vigliaccamente temo, la musica faticherà invano a riportarmi a galla... ", mentre si scosta i capelli rossicci e si gratta le calze a rete bucate.
"si va in frantumi . stanotte è stata un massacro. ma non fa niente. non ci si può far niente. ", sputa a terra, si accende una sigaretta e mi guarda con quei suoi occhi schifosamente acquosi.
♣
Erode non chiude la porta,
si alza la gonna a fiori ed urina.
Parla con lo scroscio
di cui non ha vergogna
e vi scaccia alcuni tipi di insetti.
Ha partorito da poco,
cammina per nulla esausto,
si mostra come una vittoria ignorante
ed apre la dispensa:
"Il latte è andato a male:
muoiano d'inedia
i neonati che non sanno
masticare".
♠
Erode si sveglia a mezzanotte,
l'infermiera in fretta gli si affaccia e
"Signora, l'ospedale questa settimana offre un servizio svago di slot-machine a tema".
Lui sbuffa a sufficienza e dall'altro occhio un brillo,
allora abbassa la leva:
non uccidere non uccidere non dir neonato se non l'hai già ammazzato
♦
Erode nei suoi occhi marroni sente odore di bruciato, si getta nel fiume artificiale che percorre la città ma l'acqua si trasforma in una sedia a dondolo i cui braccioli enormi la costringono ad una posizione di preghiera. Erode affianca la sedia a dondolo e prega insieme a lei ma non conosce le parole perciò muove solo la bocca e tiene chino il capo. Allora ricorda di essere stato una madre che leggeva fiabe al suo bambino e siccome in realtà non sapeva leggere muoveva solo la bocca e il piccolo, con un po' di papavero, si addormentava ancora prima.
♥
Erode si tinge i capelli di biondo, canticchia e progetta una culla a forma di finestra da cui precipitare i figli avuti in giovane età prima ancora che diventino anarchici, poichè è certo che essi ingombrerebbero il bagno e lei non riuscirebbe più a tingersi i capelli di biondo in tutta tranquillità.
L'utero è andato a male,
si direbbe che muoiano di cancrena tutte le madri
che non sanno amare
ma
sopraggiunge il momento in cui la figlia si accorge che Erode è soltanto un'abat-jour decorata a fiori con appoggiata sopra una parrucca bionda in un principio di incendio e che basta spegnerla.
Dunque io non posso più raccontarti di come sono divenuta assassina.
Passeggiava tranquillo per la strada della città che conosceva da quando era nato, riflettendo su quello che avrebbe dovuto fare nei giorni a venire, per risolvere una questione che si trascinava ormai da tempo; passeggiava tranquillo quando, all’improvviso (all’improvviso) ("fu una cosa veloce, fu un lampo improvviso, qualcosa che…") (d’improvviso) Lui non c’era più. Lui era Soltanto Un espediente. Una distrazione per alleviare la noia dolorosa di un dio bambino. ("io non sono crudele, non capisco chi dice così, è solo che..") Cadde a terra, incredulo Senza dubbio aveva un amore, da qualche parte. Passioni. Sogni e ambizioni. Nulla di veramente importante. ("mi piacciono queste cose realistiche, anche se a volte mi dico che…") E pianse, il cielo solo sa quanto pianse, mentre nessuno lo notava, indifferenza benpensante. Mentre (senza nemmeno accorgersene) Tornava acqua salata. ("io non so cosa sia successo. non lo so. stavo giocando come sempre e…fu una cosa veloce, un lampo improvviso, qualcosa che…")
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