L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

giovedì, 29 settembre 2005

Dopo aver mangiato, piegarono la tovaglia e diste­sero le coperte sull'erba
accingendosi a passare la notte all'aperto.
"Che sogno è stato" sospirò Kismine, alzando il viso a contemplare
   le stelle. "Come mi sembra strano trovarmi qui con un solo vestito e
  un fidanzato squat­trinato!"
Poi soggiunse.
"Sotto le stelle. Non le avevo mai osservate prima d'ora,
le avevo sempre
   immaginate come enormi diamanti
che appartenessero a qualcuno.
   Ora mi fanno paura.
   Guardandole, ho l'impressione che tutto,
 
 tutta la mia gioventú, sia stato un sogno ".
"E’ stato davvero un sogno "disse John , placido.
"La gioventú di noi tutti è un sogno, una forma di follia chimica.
"Come è piacevole, allora, perdere il senno! "
"Cosí dicono " mormorò John, malinconico
"Io non lo so piú. In ogni modo, amiamoci per qualche tempo, 
   diciamo per un anno, tu ed io. E’questa una for­ma di divina ebbrezza 
   che possiamo tutti provare.
   In tutto il mondo non esistono che diamanti, diamanti e forse
   lo squallido dono del disincanto.
   Bene, io possie­do quest' ultimo e, come al solito, non saprò che farme­ne. "
Rabbrividí.
"Alzati il bavero, bambina, la notte è fredda e finiresti con il prenderti 
   la polmonite. Chi per primo inventò la consapevolezza commise
   un gran peccato.
   Perdiamola per alcune ore."
Ciò detto, si avvolse nella coperta e si addormentò.

 
F. SCOTT FITZGERALD  "IL DIAMANTE GROSSO COME L'HOTEL RITZ "
da " 28 racconti " ed. A.Mondadori
 
 

Postato da: madeinfranca a 22:40 | link | commenti (11) |

martedì, 27 settembre 2005
Arlequin



(Haiku 5,7,5)
Maschera d'ombre
Indossata per scherzo,
Fattasi luce.

Postato da: Rosencranz a 20:48 | link | commenti (23) |

lunedì, 26 settembre 2005
A te che sei del mondo


Vorrei convincere una volontà delicata a posarsi sul forno della mia mente per chetarlo quanto basta a far cessare il vento. Sono certo che ci riuscirei. Con un po' di volontà.

A te che sei del mondo, amica mia, a te la pace del tuo dolore quieto, diviso dal corpo, estraneo all'anima. A te, beata, serenità ha svelato il più grande dei suoi segreti: che non è con le unghie che verrà imprigionata.
A te che sei del mondo vorrei dare solo consigli; per te che sei del mondo vorrei quel che io non ho; da te che sei del mondo vorrei solo amore. Ma l'angelo, se angelo è mai stato, non sa più curare. Spreco immenso, perchè gli angeli non sono fatti che per curare, e ogni egoismo è proibito.
A te che sei del mondo, rimargina queste ferite, e perdona la mia inettitudine.

Postato da: CaudaPavonis a 14:23 | link | commenti (12) |
scusatemi

sabato, 24 settembre 2005
Carte Maltesi

Pervaso d'ingenuitĂ  adulavo la vita sempre pronto a entusiasmarmi quando il tuono faceva mancare la corrente precipitandoci in un incantevole buio in cui la torcia giocava a nascondino con un PapĂ  ancora giovane.Intorno ai nove mi convinsi che il pericolo fosse il mestiere di qualcuno di famiglia,dato che nel calendario di Barbanera ogni trenta giorni circa compariva la sinistra scritta "Ar-Ma",anzi credo che proprio in quell'equivoco vadano cercate le radici di una paranoia che cerco ogni giorno di ammorbidire.Senza contare che i cani decidevano sempre di scappare di casa proprio quando io ero a scuola.Non voglio nemmeno pensare,tenendo conto della guida paterna decisamente non sportiva,quanto ci mettesse a seminarli quel bastardo

Postato da: diamonds a 15:33 | link | commenti (42) |

un pezzo di me (e non flagellatemi che sono triste ora)

Attualmente il mio cervello pare rifiutarsi di partorire qualcosa di ficoso da proporre a Voi, miei amatissimi scrittori e lettori di L.a.noir, ma sara' questa gelida nottata canadese, o questo enorme punto interrogativo che mi sta squarciando qui, dentro, dove batte il cuore, che mi spinge a battere con violenza le dita su questa vecchia tastiera.

Non ho storie da raccontare, o almeno ora non me ne vengono in mente, non ho biografie da scrivere o haiku da far commentare, non ho proprio niente, ora. Mi sento sola, mi sento persa, stupida e tutte quelle cose li' molto adolescenziali che fanno ricordare al magone provato dopo la fine di Jack Frusciante, avete presente? Quando il vecchio Alex corre giu' per la discesa da casa di Aidi con la sua biclicletta e sono lacrime quelle che bagnano il suo viso, perche' Aidi parte per un anno, e lui ama Aidi, e piange. Potete prendermi per cogliona banale eccetera ma non mi frega, a me ha lasciato un magone pesante quella fine li'. D'altronde sono una romantica io, una di quelle tutta bacetti dolci e grattini. Una di quelle da tramonti e albe e stelle e nottate eccitanti ma sempre dolci, con carezze e quelle cose li'. Il mio topo maestro una volta mi ha suggerito di scrivere un racconto, magari un racconto di tante pagine, ma io non ce la faccio, non ora almeno, perche' sono ancora troppo egocentrica da scrivere qualcosa che non riguardi me e non so se c'e' qualcosa che effettivamente riguardi me da essere scritto in tante pagine. Non penso proprio. Mica sono cosi' interessante io. L'anno scorso dicevo di essere una fallita perche' realmente mi sentivo una fallita totale, perche' mi ero fatta fregare dallo sverginatore romantico, perche' a scuola non avevo voglia di fare un cazzo e per tanti altri lievi motivi, poi sono passata da fallita ad adolescente felice nel periodo estivo, e poi ad adolescente apatica. E ora? Ora sono bleah. Quando non so come definirmi dico che sono bleah. In sostanza: solo questo sono, non di certo dieci pagine.

Continuo a farmi le seghe mentali riguardo a incontri seducenti con gli sguardi intensi che (per fortuna) riesco spesso ad ottenere. Ogni tanto scrivo qualche frase auto piagnucolona, perche', diciamoci la verita', la vita non e' fatta di viaggioni mentali su sguardi estranei. C'e' ben altro. Eppure ora mi pare di riuscire ad apprezzare solo quelli. Unici elementi che riescono sempre a farmi brillare gli occhi, e credetemi, con la luce in essi potrei abbagliare anche un cieco.

E con questo ho esaurito le mie personali risorse. Vi ho deliziato di qualche confuso dettaglio della mia vita. Fico eh. Non ho proprio niente da dire, cazzo.

Non e' una bella sensazione.

Postato da: sempliementefallita a 07:54 | link | commenti (13) |

mercoledì, 21 settembre 2005
Pour Parler

..Presumo di sì. Voi?

Postato da: Rosencranz a 21:56 | link | commenti (16) |

martedì, 20 settembre 2005

Dunque, dopo tutti i piagnistei per le chiusure autunnali, le tragedie naturali e militari, il tedium vitae del rientro, la lunga vertenza con papà splinder (dirlo che bastava scaricare firefox?) sento il bisogno di tonificarmi con dello sport.
è uno sport bellissimo, che a volte sconfina, si, sconfina con l'arte come ha l'abitudine di fare la bellezza.
spero che non vi dispiaccia, l'ultima volta che ho parlato di sport è caduto un silenzio di tomba, evidentemente lo Snooker (http://rififi.splinder.com/post/4858965) non è così popolare tra i blogger.
Beh, la mia musa di questa sera è una specie di walkiria, una bellezza della ex Germania est, Katarina Witt.
Per prima cosa daremo un'occhiata ai titoli così non si malignerà sulle ragioni della mia scelta essendoci altre frecce ben appuntite nel curriculum della bella Katarina:

Medaglia d'oro olimpica : 1984,1988
Campione del mondo : 1984,1985, 1987,1988
Vice Campione del Mondo : 1982,1986
Campione d'Europa : 1983,1984,1985, 1986,1987,1988
Campione di Germania : 1981, 1982, 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988

bene svolte le formalità veniamo all'evento che assegnò alla pattinatrice un posto saldo nel mio cuore.

katarina!
No, non è questo l'evento, scherzo.

Non ricordo l'anno, erano i campionati del mondo, c'era stato un giro di boa, forse erano cambiate le giurie, si poneva più attenzione al fatto atletico che a quello artistico, cosicchè il punteggio veniva assegnato in base ai salti e alle difficoltà tecniche, un po' come oggi nel jazz.
La gara non fu molto interessante, alcuni vecchi campioni molto amati non concorrevano più, e le nuove generazioni, ben preparate fisicamente erano ancora immature, finalmente entrò la star del momento, Nancy Kerrigan, una wasp di Boston, bella, elegantissima, un sorriso da polmonite stampato in copertina.

nancy1
Faceva delle gran vasche avanti e indietro muovendo le braccia come un cigno ancora brutto anatroccolo, ma saltava come un angelo, tripli Axel perfetti, poi di nuovo avanti e indietro e di nuovo triplo lutz, triplo toeloop...; punteggio stratosferico.

Katarina; il suo pattinaggio è bello dal primo movimento all'ultimo, non c'è un momento della performance in cui lei non dia con generosità, non inventi qualcosa, non reciti. Quello che succedeva era che durante l'esibizione Katarina stava raccontando una storia.


kwitt03

Era bello quello che faceva e anche lei era bella, che centra con lo sport? voglio dire che la sua bellezza era coerente con tutto quello che faceva.
In seguito, quando si dedicò al professionismo, questa qualità le permise di farlo con un ampio spettro di attività

kwittplayboy

peccato che i salti non erano all'altezza della concorrente ne di altre due concorrenti più giovani e elastiche, non ebbe neanche il bronzo, si vedeva che le dispiaceva ma lei ha un sorriso magnifico e mostrava quello. Gli applausi le avrebbero dato il titolo, ma la giuria è inflessibile; è sport non danza, anche se si chiama danza la specialità.

katerina_witt4
Credo che in parte avesse sofferto della fine delle strutture statali che promuovevano gli sport della DDR, e si fosse trovata in difficoltà dopo l'annessione seguita al crollo del muro, forse semplicemente il suo tempo agonistico era finito, ma non ci sono più stati atleti come lei, come i fratelli Douchné, Natalya Bestemianova, Grigori ponomarenko e tanti altri.
Adesso il pattinaggio artistico è un vero sport, ma non mi piace più.

Postato da: toporififi a 00:53 | link | commenti (21) |

lunedì, 19 settembre 2005
Passato Futuro..

Il Giorno in cui uccise Dio era solo un bambino. Era solo un paio d'occhi d'infante che si spegnevano al morire del giorno. Voleva imitare quel sole malato, quel sole che oramai aveva esaurito il calore dato alle generazioni precedenti. Come tutti gli altri, gli effetti della mancanza di luce erano evidenti e dolorosi sulla sua pelle squamata e ribollente di sacche di acqua e pus. Radi capelli di vecchio su un corpo di appena sei anni, e la consapevolezza di un'eternità di impossibilità davanti. Si sedette su quella che un tempo si sarebbe potuta chiamare erba, e contemplò il sole senza protezioni per gli occhi. Non erano più necessarie. Attendeva con lui. I Luminari dicevano che sarebbe stato l'ultimo giorno del sole. Che a furia d'imbrigliarne il potere l'avevano consumato, l'avevano reso sbagliato. Perse le teorie della terra fusa per l'avvicinamento dell'orbita, perse le possibilità che il sole gonfiandosi li avrebbe bruciati vivi, ora potevano solo subire il sole morente da dietro i pannelli orbitali. Le toppe per i buchi nell'atmosfera le chiamavano, e mai nome fu appropriato. La loro generazione era quella delle divinità malate. La terra non aveva più segreti per loro, e lo spazio li aveva accolti. Ma erano incapaci di guarire ciò che avevano contaminato. Ed aveva solo sei anni. E lo sapeva. Non c'era più tempo per le lacrime, per nient'altro. Ripeteva una cantilena dondolandosi sull'erba, rimasto oramai il solo perchè si era nascosto abbastanza bene. Ed osservava il sole.

Perchè sarebbe stata l'ultima volta.
Perchè non ci sarebbe stato domani.
Perchè sarebbero morti entrambi.

Il Giorno in cui uccise Dio, si portò un pianeta con sè.
Non voleva testimoni.

Postato da: Rosencranz a 20:39 | link | commenti (4) |

domenica, 18 settembre 2005

Brodetto di Sirena

Fatevi scegliere da una bella sirena, facendo bene attenzione a non cascar troppo nell'incantamento delle sue parole, che si sa che le parole di sirena se ascoltate troppo a lungo possono dar effetti allucinogeni peggio che un peyote.
Tra uno scoglio e l'altro immergetevi in acque trasparenti e cullanti, lasciatevi avvicinare dalla sirena, lasciatevi avvolgere dalla sua coda sinuosa e dalla sua chioma suadente sempre avendo ben cura di non ascoltarla.
Contemporaneamente preparate voi parole e canti incantevoli con cui avvolgere lentamente la sirena, continuate a farlo anche se la sirena non reagisce.
Aggiungete gradatamente alle dolci parole, baci profumati e carezze colorate quanto basta.
 Lasciate agire gli ingredienti nella lenta cottura di un pomeriggio di
Iancura; lo "Scirocco bianco" è infatti un ingrediente essenziale per il "Brodetto di Sirena". Procurate dunque d'immergevi nell'acqua mitica dello
Stretto.
Vi accorgerete dell'avvenuta cottura quando la Sirena allenterà la presa della coda e della chioma, si ammutolirà e si lascerà condurre dove meglio credete, nelle vostre fauci o preferibilmente nei vostri sogni più belli.
 A quel punto, buon appetito.
 Potete degustare a piacimento tanto il brodo al profumo di mare che i deliziosi pezzetti di sirena.
Attenzione però a non mangiarne troppa, pena l'oblio di sé e l'allegria di naufragi.

Postato da: farolit a 21:07 | link | commenti (4) |

Preliminari

Si ravviò l’inchiostro dei capelli, fece una torsione per guardarsi il culo allo specchio, tornò a raddrizzarsi in una smorfia di dolore, sorrise per stender meglio sulle labbra il correttore rosso fiamma, si infilò le scarpe più alte, spense la luce e, ticchettando coi tacchi un addio, si ammazzò.
Non ne restano copie se non un’ombra sul rullo sotto la carta copiativa infilata all’inverso nell’antiquata Olivetti Studio 42.

Postato da: zaritmac a 15:24 | link | commenti (6) |

 

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