L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

lunedì, 30 gennaio 2006
Prossimo Venturo

Ricordo,forse per via di quegli occhiali spessi alla Lina Wertmuller,di avere sempre avuto la sensazione che fosse l’intellettuale della sua folta cricca altrimenti nota ai frequentatori della piazza con l’appellativo de “i tossici” quando sarebbe bastato che le famiglie di provenienza di quegli elementi avessero avuto migliori rendicontazioni patrimoniali per ribattezzarli ganzi.Io li preferivo così.Aveva giocato tutta la vita con il libero arbitrio e con la chimica Ghigo,uscendone sempre in qualche maniera.Il suo bivacco esistenziale era finito in una frazione marittima dove campava di espedienti e di sussidi.Si era riscoperto pure pittore in quel finale di partita del suo fegato,e una volta dandogli un passaggio gli chiesi quali erano i suoi soggetti preferiti.”Orsi e tigri”,rispose.”Insomma,animali dalla frequentazione quotidiana”aggiunsi io con un sorriso che avrebbe potuto annullare le distanze in meno di un anno luce.Tra luglio e agosto era precipitato in una farsesca follia fatta di metadone e furti senza scasso a non finire.Se vedeva un uscio aperto non se lo ripeteva due volte e si accomodava senza mai rientrare in strada a mani vuote:televisori,vasi di begonie,biciclette,necessariamente in ordine sparso.Lo osservavo dal mio schermo privato quasi si trattasse di un Buster Keaton redivivo,sotto sotto facendo il tifo per lui.Si,perché bastava che un qualsiasi individuo dagli ottanta centimetri in su accampasse con un certo impeto diritti di proprietà sul suo bottino per farlo desistere dalla sua impresa.Era sostanzialmente un non violento che cercava di accelerare gli sviluppi della società capitalistica seguendo alla lettera i dettami marxiani. Un eccesso di realtà che invece non stava bene agli atri cinquemila residenti.Alcuni di questi,né santi né,invero,troppo eroi decisero che era giunta l’ora di farlo smettere,visto che alla luce di una legislazione sinistrosa i terminali come lui godevano di una salvaguardia che dava poco scampo alle esigenze di sicurezza nel periodo medio-breve. Così delegarono alla loro impunibile progenie il compito di ripulire i loro sogni poco dispersivi.Il coro di angeli notturni lo sorpese nel sonno con profezie di morte e una miriade di calci. Qualcuno,caritatevole,chiamò un’autoambulanza che lo portò in ospedale,dove si capì che,viste le condizioni particolari,occorreva trasportarlo in un centro ad alta specializzazione e senza franchigia.Ci pensarono due elicotteri a regalargli altri due mesi di pasti completi e senza alibi,mentre da noi,come sempre,anche l’ultimo ombrellone verde per il quindici settembre si chiuse e le voci cominciarono a rincorrersi

Postato da: diamonds a 13:31 | link | commenti (23) |

intorno

le tue parole

spingono

l'asse di queste ore.

Postato da: frammentivolanti a 12:46 | link | commenti |
immagini

mercoledì, 18 gennaio 2006
http://jariel.altervista.org/Mood_Indigo.mp3

Il blu è uno stato d'animo, almeno così gli dissero sempre. E dannazione, doveva di sicuro essere così, non poteva essere altrimenti. Tutto attorno a lui era blu, la luce che filtrava dalle serrande lo era. La sua pelle, illuminata a righe in cui il nero sembrava essere la soluzione migliore. Le pareti - inavvertitamente bianche - lo erano diventate, per puro spirito di simpatia. L'atmosfera ideale per suonare al pianoforte, per rileggere vecchie lettere, per guardare vecchie foto. Ma anche no, poteva essere il momento per far diventare il blu quello di un fornello. Un caffè, un fuoco, qualcosa da bruciare per riscaldarsi, fossero anche i ricordi. Ed i pensieri si accavallano come un letto sfatto, quel letto sfatto, di quella mattina, di quel mese, di quell'anno...E tornano di nuovo i pensieri. E' un ciclo continuo, privo di monotonia perchè ogni ritorno è sempre imprevisto. Chi poteva immaginare che tornasse? Chi poteva sperare lo facesse? Lui alla fine no di certo, ed in questo non venne frainteso, nè deluso. Da sorridere per la sua assenza, da sorridere fino alle lacrime per la consapevolezza. Poi un fischio, il cervello lo metabolizza come quello della caffettiera di poco fa. C'è sempre caffeina nel blu, col latte, per sfumare i colori. Normalmente uno penserebbe all'alcool, ma a che serve? Lui si è già dedicato all'eliminazione sistematica dei neuroni nei sentimenti, bruciarsene altri così sarebbe ridondanza. Parolaio, logorroico, eccessivo in tutto ed in niente, odiava la ridondanza nella malinconia. Buttarsi troppo giù gli avrebbe fatto vedere le cose da una prospettiva inesatta, scorretta. Due cucchiaini di certezze da mischiare assieme, e tutto sembra migliorare.
Per il momento.
La Tv è un toccasana ottimo in questi frangenti, nessuno ha mai scoperto il perchè. Le teorie sono che ipnotizzi il tempo necessario a levarti le pause e costringerti quindi a tornare al lavoro. Altrimenti che semplicemente sia uno strumento del demonio fatto per catodizzare la nostra anima fra culi e tette. Un'anima uccisa da un capezzolo! Sì, è una buona morte, per ambo i sessi. Un cinque contro uno in onore di un'attrice gli levò il mal di testa e rese più esatta la caffeina ingerita, suo malgrado corretta con un goccio del solito vecchio amico. Jack, non pensate male. Quello che fa Daniel di cognome, malfidati.
E poi torna sotto gli occhi la sua foto, e guarda caso ricomincia il ciclo. C'è il sigaro delle grandi occasioni, quelle che sono talmente grandi che non vengono mai. Difatti non lo accese, preferì illudersi dell'arrivo di una nuova, splendida mattina. Ma dal vetro il mondo era blu, e la notte sembrava essersi presa il suo spazio da star.
Un bel vestito di lustrini stellati, uno scialle di cumulonembi, ed un diadema a forma di luna che di tanto in tanto ci onorava della sua presenza sulla fronte di Lady N. Il leit motiv era l'eleganza, la tristezza, e la vecchia classe che non c'è più. O forse la povertà, i gatti randagi, e le persone sole. Da pensarci su osservandola ballare attraverso le persiane, osservando le persiane attraverso il vetro, osservando sè stesso attraverso quel catorcio chiamato cuore. Un paio di battiti più accellerati, una protesta accennata da parte dello stesso, ed uno scusarsi a sorsi di liquido caldo. Corroborante nel suo essergli nocivo.
Ma servi allo scopo. Ci si calma sempre prendendo a piene mani ciò che ci fa più male. E' un masochismo connaturato alla nostra ricerca di felicità, una vita passata ad insegnarci che non si può ottenere qualcosa se non soffrendo ci dà la possibilità di soffrire a gratis, accumulando punti per vincere il servizio di sogni in silverplate forniti dalla casa. Ed alla fine fece l'unica cosa sensata da qualche mese a questa parte. Rise di sè stesso, rise dei suoi ricordi, rise del suo cuore, del caffè, del blu, di tutto.
Rise fino all'alba, che rise con lui.
Fa sempre piacere, dicono.
Ma non gliel'hanno detto, forse.

Postato da: Rosencranz a 22:55 | link | commenti (10) |

SERPENTE

Ho di te

il sibilo di un tormento,

rigorosamente nudo

sopra la valigia di un ennesimo giorno.

Intorno,

un rigurgito d’infedeltà

e potere.

 

 

Postato da: frammentivolanti a 14:44 | link | commenti (3) |
dolorosamente

martedì, 17 gennaio 2006
Storie di rete. 4

ehm... sì... scusa... chattiamo da tre mesi... ma lo sai che abbiamo frequentato le elementari assieme?

Postato da: soniaoranges a 16:25 | link | commenti (1) |

Sosta serpente

nei sonni a sonagli

e devastanti querce di verità

vanificano l'invenzione

di un vizio.

Postato da: frammentivolanti a 09:11 | link | commenti (8) |
lo stato delle cose

lunedì, 16 gennaio 2006
Le Regole del Viaggio (L'uomo che non cadde sulla terra)

1) Di qualunque cosa si tratti,è sempre più facile a farsi che a dirsi,quando non c’è di mezzo il denaro e nessuno può farsi sul serio male. 2) Squallori e Splendori spesso si confondono esaltando il senso del viaggio. 3) Quando senti che la situazione è veramente disperata puoi sempre scegliere di farti un sonnellino. 4) I figli legano le persone 5) Non sospendere mai quasi niente

Postato da: diamonds a 21:44 | link | commenti (23) |

Sorie di rete. 2

Come stai? Quanti anni hai? Che lavoro fai? Da dove digiti? Mi mandi una foto?

...ma va a cagare

Postato da: soniaoranges a 14:07 | link | commenti (7) |

domenica, 15 gennaio 2006
Storie di rete. 1

La gente di solito prima si vede e poi si parla. Ora si parla prima, s'immagina e poi s'incontra. Scusa, non è che mi racconteresti che faccia hai?

Postato da: soniaoranges a 20:02 | link | commenti (1) |

lunedì, 09 gennaio 2006
Post P-Prevenzione completa (Triclosan,zincocitrato,fluoro)

La settimana non era incominciata benissimo per Rodrigo.Aveva saputo che in sua assenza un signore dall'aria rigorosa con valigietta era venuto ripetutamente a cercarlo in ufficio,"non doveva trattarsi del ragazzo del latte" gli veniva da pensare sentendosi in bocca un tritacarne,acceso e messo di traverso.Avrebbe dato qualunque cosa per farlo andare via e sragionava quasi si trattasse di una messinscena messicana.Il tutto sotto un cielo a strapiombo,pantografato a stella.Magari tutto questo stava succedendo perchè il mondo aveva troppi milioni di anni e andava verso l'arteriosclerosi cosicchè le vicende dei singoli erano solo i suoi ultimi remoti vagiti(Singolo a posto,Singolo a Portogruaro!,Il bue e l'asinello,le jeux son fait..).E pensare che era cominciato tutto come un principio d'incendio,in una stanza piena di gente

Postato da: diamonds a 13:45 | link | commenti (20) |

 

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