L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

domenica, 26 febbraio 2006
Fronde


Raccoglierò sorrisi nel sonno,

Sorrisi che lasci, inconsapevole,
Nel mio essere che fugge in volo
- Sorrisi di polvere rosa nell'alba.

E sognerò con altri nomi,
Canterò con altre lingue
Di onde antiche nell'anima.
Di te, di me, di noi, frammenti.

Ascolterò ogni fruscio del vento,
Ogni ronzio, e goccia di pioggia.
Ogni silenzio vitale avrà per me
Ciò che non trovano tutti i tuoi libri.

Postato da: CaudaPavonis a 21:38 | link | commenti (5) |

giovedì, 23 febbraio 2006
Certezze (e basta)

Nulla è certo.

Postato da: sempliementefallita a 23:58 | link | commenti (12) |

Certezze Interinali

Tutto Stride (do you remember Longarone?)

Postato da: diamonds a 15:56 | link | commenti (12) |

lunedì, 20 febbraio 2006

Già da un po' ho cancellato rancori superstiti nei confronti di persone perdute, cancellate, eliminate. Già da un po' mi sento abbastanza sereno da ridere con tutto ciò che al mondo c'è di limpido.
Eppure, arrivano delle situazioni, e delle persone, e dei pensieri che non mi aspettavo, che speravo di ritardare ancora di qualche tempo. E che allo stesso tempo -bugiardo- bramavo come nient'altro.
E ho paura.
Paura di quella paura irrazionale di essere peggio di quel che sono, di quella paura stupida che ti fa restare muto, di quella paura forse saggia che ti impedisce di buttarti sempre, e ovunque.

Come al solito, il tempo e il cuore non sanno procedere di pari passo.
Come al solito, mi chiedo se non sia io a sbagliare, e forse sia solo illusione tutto ciò che provo e penso.

Come mai prima d'ora,mi accorgo di quanto poco abbia senso che ne scriva.
Scrivere per cosa, poi? Per attirarmi commenti detti tanto per fare? Detti così, fingendo di capire cosa si sta leggendo, e per darsi un'aria intellettuale, o profonda? O per dar prova di qualche mio presunto virtuosismo letterario?
Non vedo nessun virtuosismo, qui.
Sono solo stanco.
Stanco di non scrivere quando vorrei, e di scrivere quando non vorrei.
Stanco di non ricordarmi come si fa ad amare in pace, e stanco di fidarmi dell'immagine del mondo di chi il proprio mondo non se lo sa gestire.
E stanco di vedere come chiunque riesca solo a girare in cerchio nei propri problemi, e così poche persone abbiano il coraggio di romperlo davvero, il loro cerchio, e abbracciare tutta la Bellezza che si negano per dar retta ad uno stupido egoismo autodistruttivo.
Stanco.


"Un asino che girava una macina fece cento miglia, camminando. Quando fu slegato, trovò che era ancora nello stesso posto.
Ci sono uomini che camminano molto e non avanzano affatto. Quando è venuta per loro la sera, essi non hanno visto né città, né villaggio, né creatura, né natura, e potenza e angelo.
Invano, i miseri, si sono travagliati."

Postato da: CaudaPavonis a 19:24 | link | commenti (6) |

venerdì, 17 febbraio 2006
Tecniche di seduzione

Dietro di noi luce e gioco.Incendiare cassonetti poteva risolvere in modo definitivo il problema.La loro idea era stata quella di creare un modello matematico collegato ai vari passaggi dei mezzi della nettezza urbana.Uomini che vissero nel futuro salutarono con la mano quell’ipotesi,mentre invitte radio a valvole riprendevano a funzionare.Quelli con la pioggia nelle scarpe e quelli della palestra delle otto:gli uni contro gli altri disorientati;in mezzo poveri diavoli con gli occhi di fuori,e la ghiaia era soltanto un ricordo.Spauracchi agitati intimidivano psicolabili(qualcuno cominciava a perdere il controllo degli sfinteri).Ombre sinuose si dileguavano dietro i vetri .E nessuno,ma proprio nessuno era riuscito a lasciarsi alle spalle quel nove aprile e la sua fottutissima guerra di cifre

Postato da: diamonds a 22:03 | link | commenti (31) |

mercoledì, 15 febbraio 2006
Contes Morales (di Roberto Di Caro.Tratto da "Sesso alieno" editrice ES 1998 )

Esercente,aveva scritto il mezzemaniche sui documenti d’identità.Lei commerciava in vocali(brevi e lunghe),consonanti(escluse le gutturali),bignè di crema,polpa di granchio,anime,bottoni,tagliacarte,fili e rocchetti per cucire sogni,amori stralunati(un tanto a oncia),umori del corpo(un tanto a goccia).In forma di donna era uscita da un manoscritto,che uno sbandato di polacco aveva trovato a Saragozza.”Sei un demonio!” le disse lui.”Sono buona come il pane” gli rispose lei buttandosi tra le sue braccia,prima la crosta poi la mollica.Lui avvampò di terrore,lei si fece acqua per lui.Lui ebbe freddo,lei diventò fuoco.Non aveva il senso della misura.Lui chiuse gli occhi,lei diventò sogno.Tacque per tutto il giorno il malcapitato.Neanche si muoveva più:ignorava in cos’altro mai lei si sarebbe trasformata.Solo a tarda sera,quando lei dormiva come una donna,con i seni di donna,il sesso di donna,il languore di donna,lui le si avvicinò e le chiese piano:”quante forme hai donna?”.”Ma io sono la forma!” scoppiò a ridere lei.”Pensavi davvero che fossi il demonio?”--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------“Non c’è più stupore,in te”bisbigliò lei senz’astio.”Sbagli”negò lui senza convinzione.Lei si era mutata in tutto ciò che lui aveva voluto.Gitana dagli occhi di lancia e i fianchi di marmo,concubina dei re neri alle sorgenti del Nilo,Circassa dal corpo immenso che compri per due denari dietro la torre di Galata a Istanbul.Cento volte vergine,cento volte puttana di strada.Sazio lui delle forme di donna,lei s’era fatta ermafrodita,chimera,ninfa,sirena,manticora.Aveva acconciato la sua pelle a scaglie di serpente e a scroscio di sole.Fumo d’oppio,era entrata in lui..Grembo materno,l’aveva accolto in lei.Un’unica volta,dando corpo alla sua disperazione,s’era dissolta in suoni,gemito di Banshee nelle notti di Scozia e d’Irlanda.”Guarda,guarda qua e ascoltami…”ansimò lui appena spalancata la porta,la barba incolta,gli occhi rossi,l’alito puzzolente.Teneva in mano un rotolo di carta.”Hai posseduto Elena,decapitato Salomè,violato Gretchen,sgretolato Ruth in mille grumi di sale”scandì lei.”Ero io,ma non te ne importava”.”Sciocca,mille volte sciocca,tante quante sono le tue forme” biascicò lui srotolando sul tavolo un disegno insensato.”Non capisci?In te,io esploro ciò che è unico e ciò che è banale,l’orrido e il sublime.Sei tutto il mio mondo.Ora guarda qui”.”Non esplori nient’altro che la tua follia.E io non sono che il catalogo inanimato delle tue ossessioni.I sogni e gli incubi,che altri fan decantare in parole,tu li fai precipitare in materia,oggetti,corpi,carne.La mia carne”.”Non so che farmene delle parole.Ho disegnato la tua prossima forma.La vedi?Roccia che vive,corrosa dal tempo,scolpita dal vento,segnata dall’uomo.Diventa questo per me”.Fu un istante.Lei diventò la copia esatta del foglio malamente srotolato sul tavolo:sopra,c’era tracciato lo stesso stupido disegno.”Ma io non..”.Lui non ebbe tempo di finire la frase.Lei si appallottolò come carta straccia e si gettò via---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Anni senza tempo passò a cercarla.Il più esile filo potesse portarlo a lei,lui lo seguì,a dispetto dei rischi che correva e delle irrisioni cui andava incontro.Volò fino a Cerere e Pallade,per via di strane storie che i mercanti di sabbia marziana narravano su una furia che aveva messo a soqquadro le due colonie.Incerte notizie su una nave pirata,che dicevano volasse come spiegando le vele sul vento solare,lo spinsero a imbarcarsi come mozzo su una goletta per Deimos,la luna del Terrore. Qui,senza un denaro né una traccia di lei,si ripulì alla meglio e s’acconciò a precettore dei figli di un arricchito.”Ah,fratello,non c’è cosa che non puoi comprare su quel sasso scomposto che è Eros” udì un giorno da un pomposo amico dell’arrcchito,uso a discorrere con la bocca piena e a sputare per terra:”essenze saturnine,licheni di Marte,gemme di Io ed Europa,once d’amore,dicono,e anime persino,starnazzano i timorati di Dio…”.Un’ora dopo era in viaggio:Eros e poi Giunone,Vesta,uno ad uno Aiace,Achille,Antiloco,Nestore e Menelao,Ulisse e Diomede e tutti i ciottoli troiani,da una colonia all’altra dietro le voci su una mercante di rara bellezza che nessuno aveva mai posseduto.Su Hermes lo arrestarono per le strane domande che rivolgeva a chiunque incontrasse,su Hidalgo rischiò la forca dopo una rissa in cui non aveva proferito parola né levato un pugno.Quando arrivò su Amor,il freddo delle membra gli ghiacciava ormai anche i pensieri,e il ricordo ossessivo della mutevolezza di lei s’era cristallizzato in un’unica forma,un unico viso,la forma e il viso di lei la prima volta che vi aveva posato lo sguardo.Fu allora che la vide.Aveva il capo coperto da uno scialle dai cento colori,il corpo nascosto dagli abiti che la proteggevano dal freddo.Lo aspettava.Lo guardò con dolcezza,passò la sua mano sul volto di lui,gli sorrise.”Cosa vuoi che diventi,per te?”gli chiese senza ironia.Lui tacque a lungo.”Nulla”rispose infine sfiorandole le labbra.Lei diventò Nulla .E lo portò con sé.

Postato da: diamonds a 20:51 | link | commenti (14) |

domenica, 12 febbraio 2006
"If Only Tonight We Could Sleep"

Rompendo gli equilibrismi del gruppo archiviai in due rapide mosse la “Pratica Barroero” che aveva tenuto per un lustro il distretto sotto scacco,e arrotolai quel mare d’erba dentro la Rizla senza perdere il self-control.Non mi restava che affrontare a viso aperto le tre o quattromila paure che avevo nutrito a dismisura fino a farne i mostri che sorvegliavano con gli occhi sgranati l’uscita della caverna.Ma non rimasi incosciente abbastanza a lungo per poterlo fare nemmeno quella volta

Postato da: diamonds a 17:15 | link | commenti (35) |

venerdì, 10 febbraio 2006
Qualcosa di sinistro(cambia todo,no cambia nada)

In cuor mio,penso che a Bossi abbiano praticato il "Trattamento Ludovico" (quando è prenotato Calderoli?)

Postato da: diamonds a 00:34 | link | commenti (31) |

lunedì, 06 febbraio 2006
figli del ventitre

Alle mie rimostranze il controllore mi puntò il coltello sulla gola.Aveva il volto scolpito dal grecale e due seni che salutavano il mondo come albe gemelle.Le lame sortiscono sempre strani effetti,come quella sera sul treno intercontinentale che avrebbe dovuto ricongiungerci ai fratelli iberici.Due spezzini dai fisici nervosi e in vena di smargiassate cullavano il sogno di sopraffarci concedendosi la confidenza che avremmo negato al nostro sangue.Smisero di farsi illusioni trasfigurandosi in ovini quando cavammo dagli zaini di cartone i coltelli per spartirci pane sardo e salsiccia.Vinto dal sonno decisi di bluffare fissandola:”mi mostri un documento se vuole che io la segua”.Si fece riconoscere stampandomi gli incisivi sul collo,e trascinandomi sulla strada fece segno all’autista di proseguire.

Postato da: diamonds a 14:19 | link | commenti (23) |

sabato, 04 febbraio 2006
Insensatez

Ridotti allo stremo,persuasori occulti nostro malgrado nel valzer delle strane idee,come seppie in pericolo di vita abbiamo rilasciato sugli specchi spruzzi di china plasmati dalle ombre del nostro io sottomarino,mentre una lingua incerta batteva sul tamburo.Il peggio ora è passato,per lasciare il posto a diuturne visioni argentine appena tornate dalle intercapedini. L’appuntamento con bossoli e asterischi è rimandato a data da destinarsi.“Good Night, and Good Luck”.

Postato da: diamonds a 17:06 | link | commenti (4) |

 

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