L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

giovedì, 27 aprile 2006
in originale

Avulso dal contesto,imbrigliato tra le corde dell'assolo di "november rain",diressi fuoristrada l'orchestra dei buoni sentimenti

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lunedì, 24 aprile 2006
Notturno di Praga (Alessandro Zignani)

"Faust ancora non usciva dal suo labirinto di parole. Margherita invano lo aspettava. Una statuetta di gesso dal volto di paglia. Come ci si toglie il cappello di fronte a una signora che abbia perso la testa? La testa - lei - è volata ai piedi del boia, quel giorno che i ventisette congiurati hanno tentato di pugnalare l'arciduca Rodolfo. La statuetta ora guarda lontano; lontano, verso il mare. Allora il pagliaccio le si struscia contro come un gatto, poi le porge la mano, e insieme vanno alla riviera verzuta, i loro corpi profilati contro la caligine della luna. Le statuette comprate per finire le corone ceche, che "non si possono né importare né esportare", sennò si viene a scoprire che non valgono niente. Quando hai riso di fronte alla mummia del Nepomuceno, questo fantoccio gesuitico la cui storia è servita a indurre nei praghesi emozioni cattoliche; ormai ti impalano, quella volta. Praga fatiscente, città di cocci e di ombre. La silhoutte di Böcklin, la barba dell'Inquisitore: "Sai tu se esiste il male, ragazzo?" Il male è la bellezza. Il male è la musica. Il male è l'arte, questa arrogante tronfione, quest'epa grassa e rigonfia di vento che ammanisce destini improbabili alle pelli più tenere, agli occhioazzurruti virgulti della felicità adolescente, che solo felicità dovrebbero in cuor loro conoscere. Ci sono due occhi che ti guardano, dal fondo della Moldava. Sono occhi di pesce, che rimirano il tuo cuore-occhio-di-pesce, maestro Steffani? E il cervello? Il cervello è in cima a Vysherad: la fortezza degli eroi. Il cervello è la storia. La memoria ci ricorda che Praga, dai tempi della Montagna Bianca, è stata lobotomizzata. Un tendone da music-hall non è un bel posto per lasciarsi. Teatro Provvisorio: "Herr, meine...voi italieski? No English? My theatret was sterben... distrutto... niet avangarde... noi feciamo spetacòlo tutte le sere". Un clown dal volto distrutto, come di trementina ballonzolante dentro un bicchiere di biacca rappresa. La tromba solista, ricordi? Mi è sempre piaciuta la musica dei circhi. Quando ho diretto per la prima volta Zyrkus-Polka di Stravinski, mi pareva che un elefante da un momento all'altro dovesse entrare in scena e calpestare sotto il suo gran piedone l'intera sezione dei fiati, che non mi stava mai a guardare. Forse perché con loro non sono mai stato sincero; così come con te. Ma non potevo. Che colpa ne hanno loro se non capiscono che la musica, prima di essere un'arte, è una religione? "Una re-li-gi-o-ne", scandiva con lo sguardo assatanato di Rasputin il mio primo violino, con la sua ceradi golem, il collo morsicato dai succhiotti del "Guarnieri del Gesù": orge notturne di armonici e tetracordi. "Tieni, Luciani, il biglietto con sopra la scritta 'Eloim'. Ora io te lo ficco in bocca, e tu, dopo, mi sarai fedele servo per l'eternità". L'ho ascoltato, in radio, l'altro giorno, da Roma. Ormai è l'ombra di se stesso. Ti è sempre piaciuto, sedurre gli artisti, per poi cibarti della loro energia. Anche lui, come me, era ancora "integro?" Ti meravigliavi di come un direttore d'orchestra potesse essere ancora "integro" a trent'anni? Mai sentito parlare di sublimazione? Bisogna servire la musica con tutte le proprie energie. Quando ti ho incontrata, io pensavo di essermi impadronito della musica. Mi sono rilassato. Ho cominciato a vivere. Avevo torto, e lei si è vendicata. Che tristezza quella tournée a Praga! Si passa la vita a sfottere i romanzetti rosa, per poi accorgersi di come i meccanismi dei sentimenti, le ruote dentate delle emozioni, che ci inchiodano alla nostra sorte di ecce homo, siano più banali ancora delle loro trame. La moglie del direttore che fugge col primo violino, durante la tournée dell'orchestra di cui il marito è direttore stabile, in una delle città più romantiche del mondo: Praga. Ma via: andiamo! Non potevi scappare con un lottatore di sumo? Un mangiafuoco bulgaro? Un incantatore di serpenti indiano? (....)"

Postato da: diamonds a 23:44 | link | commenti (3) |

giovedì, 20 aprile 2006

Non voglio dire che i miei sketch non fossero divertenti; divertenti lo erano. Ero, in effetti, un pungente osservatore della realtà contemporanea ; mi sembrava semplicemente che fosse così elementare, che restassero così poche cose da osservare nella realtà contemporanea: avevamo semplificato tanto, sfrondato tanto, infranto tante barriere, tanti tabù, tante false speranze, tante errate aspirazioni; restava così poco, davvero. Sul piano sociale c'erano i ricchi, c'erano i poveri, con qualche fragile passerella – l'ascensore sociale , soggetto su cui era di moda ironizzare; la possibilità più seria di rovinarsi. Sul piano sessuale, c'erano coloro che ispiravano il desiderio e coloro che non ne ispiravano affatto: meccanismo esiguo, con qualche complicazione di modalità (l'omosessualità, ecc.), comunque facilmente riducibile alla vanità e alla competizione narcisistica, già ben descritte dai moralisti francesi tre secoli prima. C'erano peraltro le brave persone , coloro che lavorano, che producono effettivamente i beni di consumo, anche coloro che – in maniera un pochino comica, o patetica se si vuole (ma ero innanzitutto un comico) – si sacrificano per i figli; coloro che non hanno né bellezza nella loro gioventù né ambizione in seguito né ricchezza mai; che aderiscono però con tutto il cuore (e persino per primi, più sinceramente di chiunque) ai valori della bellezza, della gioventù, della ricchezza, dell'ambizione e del sesso; coloro che formano, in certo qual modo, il legante della salsa. Costoro, mi rincresce dirlo, non potevano nemmeno costituire un soggetto . Ne introdussi comunque alcuni nelle mie scenette per conferire diversità, un effetto di realtà ; ma cominciavo seriamente a stancarmi. Il peggio è che venivo considerato un umanista ; un umanista acido , ma pur sempre un umanista. Ecco, per dare un'idea, una delle battute che infioravano i miei spettacoli:
“Sai come si chiama il grasso attorno alla vagina?”
“No.”
“Donna.”
Stranamente riuscivo a piazzare questo genere di spiritosaggini, senza smettere di avere buone critiche su Elle e Télérama ; vero è che l'arrivo dei comici arabi aveva riportato in auge le scivolate da macho e che io scivolavo con grazia. In fondo, il beneficio maggiore del mestiere di umorista, e più generalmente dell' atteggiamento umoristico nella vita, è quello di potersi comportare come uno stronzo in tutta impunità, e persino di poter rendere estremamente redditizia la propria abiezione, in termini di successo sessuale o economico; il tutto con l'approvazione generale.

Il mio presunto umanesimo poggiava in realtà su basi assai misere: una vaga arguzia sui tabaccai, un'allusione ai cadaveri dei clandestini negri finiti sulle coste spagnole erano bastate a procurarmi una reputazione di uomo di sinistra e di difensore dei diritti dell'uomo. Uomo di sinistra, io? Avevo potuto introdurre occasionalmente nelle mie scenette alcuni altermondialisti, vagamente giovani, senza dare loro un ruolo immediatamente antipatico; avevo potuto cedere occasionalmente a una certa demagogia: ero, lo ripeto, un buon professionista. Peraltro avevo una faccia da arabo, il che facilita; il solo contenuto residuo della sinistra, in quegli anni, era l'antirazzismo, o più esattamente il razzismo antibianchi. Non capivo del resto molto bene da dove mi venisse quella faccia da arabo, sempre più caratteristica con il passare degli anni: mia madre era di origine spagnola e mio padre, che io sappia, bretone. Mia sorella, per esempio, la troietta, presentava indiscutibili tratti mediterranei, ma era molto meno scura di me e aveva i capelli lisci. Ci si sarebbe potuti porre degli interrogativi: mia madre era stata di una fedeltà irreprensibile? O avevo per genitore un Mustafà qualsiasi? Oppure, altra ipotesi, un ebreo? Fuck with that : gli arabi accorrevano in massa ai miei spettacoli – e anche gli ebrei del resto, anche se un po' meno; e tutti pagavano il biglietto intero. Ci si sente interessati alle circostanze della propria morte, è sicuro; meno a quelle della propria nascita.
(da'La possibilità di un'isola' M.Houellebecq)

Postato da: madeinfranca a 16:22 | link | commenti (1) |
amabili resti

martedì, 11 aprile 2006
Off Topic(estrapolato da un L'Espresso scorso.Di Kevin Roberts)

"Secondo lo scrittore Ray Bradbury vivere in modo azzardato significa lanciarsi giù da un diruppo e costruirsi un paio di ali mentre si precipita.Un volo verso la libertà.Nei fanta-psichedelici anni sessanta,la leggenda della moda Mary Quant mi sgridò quando affermai che sarei andato ovunque e avrei fatto qualsiasi cosa per metà della cifra chiesta da chiunque altro.Non fu la più grande,ma sicuramente la migliore scommessa della mia vita.Per ogni giovane baldanzoso o signorina con i tacchi alti che si affaccia nel mondo del business il primo attracco dovrebbe essere Francis Ford Coppola,per la sua avventatezza spontanea di cui ho parlato nel mio ultimo articolo.Dico tutto ciò non per indurvi a correre i rischi della formula uno(anche se ci arriveremo),bensì per farvi arrivare in cima al precipizio e spiccare il volo:-1)una vita non vissuta non vale la pena di essere vissuta-2)a meno di giocarsi tutto,non si tratta di una vera scommessa-3)il lavoro è la vostra vita:consacratevi ad esso-4)pensate come se foste dei bambini(il business è la prosecuzione naturale del gioco)-5)definite l successo e il fallimento in modo individuale-6)non chiedetevi:che cosa vuole il cliente?,bensì:che cosa pretenderà il futuro?-7)avere successo significa vivere la vita che si predilige-8)lavorate sempre su grande scala-9)ogniqualvolta vi cacciate nei guai,andate avanti.________Per capire meglio il numero nove,se vi ritrovate nel bel mezzo di un inferno,aprite bene le orecchie e dirigetevi dritti dalla parte opposta(pensate,per esempio,a Keanu Reeves come a Costantino).Io sto,con Francis.Con Steve Jobs che dice ""lasciamo un segno nell'universo"".Con Tom Peters che invita: ""sperimentate con dinamismo.Sbagliate con dinamismo.Adattatevi con dinamismo"".Sto con Katherine Mansfield che lo dice nel modo migliore possibile:""Rischiate.Rischiate tutto.Fate la cosa per voi più difficile su questa terra.Datevi da fare per voi stessi.Guardate in faccia la verità"".Sapersi accollare dei rischi significa molto di più che avere dei cojones da King Kong:è la linfa vitale di qualsiasi iniziativa.Il progresso umano dipende da questo.Soltanto accollandoci dei rischi e osando credere in un sogno possiamo spalancare le porte alla probabilità di un successo straordinario.Starbucks iniziò con un solo piccolo baretto,mentre ora possiede almeno almeno diecimila caffè in 35 paesi.Risparmiatemi i perfezionisti che non sbagliano mai o,peggio ancora,i conservatori,che non corrono mai un rischio.Il sogno americano non avrebbe mai potuto cambiare il mondo senza i suoi colossali flop.Dai quotidiani faxati alle auto volanti all'energia solare nello spazio:di insuccessi clamorosi ce n'è di tutti i tipi.Che siano state sfortunate o stupide,tutte le categorie hanno fatto le loro classiche cavolate.Nel settore automobilistico l'auto Edsel.Nel cinema si segnala la catastrofe del 1980 per i blockbuster ""Il paradiso può attendere"" con un budget lievitato da 7,5 milioni a circa 44 milioni di dollari.Waterworld,Hulk e Alessandro hanno seguito l'esempio.Accettare di correre dei rischi è un suicidio pianificato:è questo probabilmente il caso quando il premio è troppo bello per essere vero.Il problema non è se saltare,bensì quando,quanto lontano e con chi(pensate al sostegno dato a Peter Jackson dal New Line Cinema).La chiamano Risk Management,gestione del rischio,dall'assicurazione agli investimenti ci sono intere legioni di periti del rischio che identificano,valutano e mettono al riparo dai rischi.Elaborare dati,preparare modelli con il computer,saper dare previsioni accurate vi condurrà ai limiti estremi della possibilità,ma non oltre di essa.Come hanno dimostrato i tracolli del settore delle telecomunicazioni e delle Dot.com,i diavoli dei rischi devono ancora imparare a gestire l'acqua santa della natura umana.Persino l'intelligenza artificiale non basta:perchè infatti non riesce a modellare la mente di un Warren Buffet o di un Peter Lynch?Ve lo dico io:perchè nel mondo degli affari le grandi necessità vanno percepite,non calcolate.Come ha detto un professore di Stanford "le imprese operano nel mondo reale e nel mondo reale occorre sempre coniugare la sede dell'intelletto con il posto che si occupa"".Vi è un ovvio quanto sorprendente paradosso in questo caso:se basta fare un calcolo,possono riuscirci tutti.Per ottenere risultati quantistici da realtà incerte,occorre andare al di là della logica,nel vortice di emozioni,intuizioni e ispirazioni.Laurence Gonzales,autore di Deep Survival,descrive la ragione come il fantino e l'emozione come il cavallo.Il fantino non può vincere senza cavallo e il cavallo non può vincere da solo.Al gate sono in due ed è un rischio,ma quando corrono sono una cosa sola,devoti uno all'altro in modo costruttivo.Nella teoria e nella pratica della Performance al Top definiamo tutto ciò Flusso.In qualità di direttori generali noi tutti abbiamo un unico scopo,quello di arrivare per primi al futuro.Ciò comporta sapersi assumere dei rischi,non trincerarsi sulle proprie posizioni.Non permettete a nessuno di dirvi il contrario.Secondo McKinsey,al livello medio annuo di profitti delle odierne 100 società classificate da Fortune-intorno ai 30 miliardi di dollari-per sostenere una crescita top-line del 6 per cento,una corporation dovrebbe creare una società da 2 miliardi di dollari ogni anno.A parità di altre cose,l'approccio di un direttore generale nei confronti dell'assunzione di rischi è ciò che fa la differenza tra un direttore generale buono,uno cattivo e uno davvero pessimo.Grant Fox,uno degli All Blacks che ha avuto maggiore successo,una volta mi ha rivelato che il segreto per vincere è avere il fuoco nella pancia e il ghiaccio nella testa.Eccovi dunque un po' di fuoco e di ghiaccio(bellissimo nome di rossetto di Charles Revson e Revlon negli anni sessanta).Seguitelo a vostro rischio e pericolo: (1)Evitate la moderazione.Siate caldi o freddi,mai tiepidi.Questo non è un invito all'esuberanza irrazionale che ha infiammato la fine degli anni novanta.Aveva a che vedere piuttosto con l'esaltazione,l'arroganza,l'ego e con lo stare in bagno troppo a lungo.Se una scelta è sbagliata dal punto di vista etico,le probabilità non contano più.Mi riferisco invece alla passione fantastica,all'energia elettrica,alla vitalità incessante,alla differenza tra pollici incrementali e risultati quantistici.Se volete giocare a calcio in una squadra italiana,sarà meglio che amiate il calcio più di qualsiasi altra cosa.Se intendete correre un rischio,vi occorre una passione analoga.Vi occorre la fede.Blaise Pascal,un intelletuale e gran festaiolo del XXVII secolo,attribuì alla fede in Dio una parte assai importante.Egli pensò che se si commette contro l'esistenza di Dio nello stesso modo in cui si vive la propria vita,sarà meglio non sbagliare.L'inferno è un inconveniente non da poco. (2)Ricercate il fallimento.Che cosa è meglio:prendere 30 decisioni al giorno di cui 10 sbagliate o prenderne solo tre e tutte giuste?Prendetene trenta.Se nel mondo del lavoro prendete soltanto tre decisioni al giorno,al giorno d'oggi la concorrenza,i vostri antagonisti e il mercato vi daranno per spacciati.Cosa ancora più importante:è commettendo errori(una sola volta!)che si impara a eliminare i rischi.Si tratta della capacità di adattamento.Pensate al capitalista d'azzardo,John Doerr.Il successo della sua leggenda parte da Sun and Palm e arriva ad Amazon e a una scommessa da 12,5 milioni di dollari su Google che ha ormai superato i 3,4 miliardi di dollari,Dietro al successo di John vi sono alcuni fallimenti,come la Go Corp,un'azienda che produceva penne elettroniche,.Il marchese de Sade l'aveva messa in questi termini:""talvolta un po' di agonia è parte integrante dell'estasi"".Steve Jobs fu licenziato dalla Apple per aver fatto fiasco.Il suo errore gli bruciò,ma gli diede anche lo slancio creativo per concepire l'Ipod e per lanciare Pixar.Se non sei fallito,fallisci!Mario Andretti ha ragione quando dice che ""se le cose paiono sotto controllo vuol dire che non stai correndo abbastanza"". (3)Ponete domande stupide.Quanto più diversi saranno i vostri parametri di giudizio e le premesse dalle quali partite,tanto migliori saranno le vostre decisioni.In quanti più modi saprete porre le domande giuste,tanti più rischi eliminerete.Se pensate che una domanda sia troppo stupida per essere rivolta a qualcuno,probabilmente siete incappati in qualcosa cui tutti devono ancora dare risposta.E' la domanda stupida ad arrivare davvero al nocciolo del problema.Un'ottima domanda da rivolgere dal ponte del Titanic sarebbe stata:""perchè ci stiamo dirigendo contro un iceberg?"".Un classico errore è quello di sopravvalutare la propria intelligenza ignorando quella altrui.John Doerr ha detto:""Per me conta solo il team.Solo ed esclusivamente il team"".Saatchi&Saatchi la mette così:""Un team,un sogno"".Edward De Bono riassume:""Non ha senso essere brillanti nelle cose sbagliate"".Io credo che in ciascun meeting delle grandi Corporation dovrebbe esserci sempre presente un bambino di dieci anni:egli rivolgerebbe sempre la domanda che conta di più di qualunque altra. (4)Create confusione.Quando gli altri sono andati zig,io sono andato zag.Pensate agli animali dell'era glaciale,quegli eroici animali che si diressero a nord intercettando il cammino degli animali che si dirigevano a sud.Ecco come abbiamo creato il boo, di Saatchi&Saatchi nel marasma della svolta del secolo vissuto dal settore della pubblicità.Quando la concorrenza era focalizzata sulle acquisizioni,noi ci siamo concentrati sul potenziamento della crescita tramite una quota di clienti già esistenti.E quando poi la massa ha seguito il sentiero della retribuzione basata sulle commissioni noi abbiamo battuto la strada della retribuzione basata sulle vendite.Rischioso?certo.Redditizio?Abbiamo raddoppiato i nostri margini. (5)Saltate dal punto estremo.Quando veleggiate sull'orlo dei vostri limiti potete ottenere l'impossibile.L'innovazione nasce sempre dalle zone più estreme dell'arte,dai limiti del conformismo nel business e nei comportamenti sociali.Guillaime Apollinaire,artista e scrittore,disse:""Spingetevi oltre il limite"."Ed essi risposero:""Abbiamo paura"."Ed egli ripetè:""Spingetevi oltre il limite"".Essi si avvicinarono.Egli li spinse...ed essi volarono.Correre dei rischi e avere successo significa reinventare in continuazione.Il Cirque du Soleil,una società che ormai vale mezzo miliardo di dollari,ne è un esempio fantastico.Schemi svaniti.Storie sempre nuove.Folli ingaggi.Imprese inedite.Triplo salto mortale ogni volta.Danielle Lamarre,presidente e direttore del Circo mi ha detto:""Inizio ogni mia giornata chiedendomi che cosa c'è di impossibile che io possa fare"". (6)Adesso tocca a voi

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venerdì, 07 aprile 2006
Sweet on Atacama

Non sopportavo i congiuntivi,avevo sempre avuto qualche problema con gli avverbi,ma per lei ero sempre "il numero uno".Cosa poi lei intendesse quando esercitava tale professione di fede era una voragine che non c'era verso di comprendere.Venere Strabica alla fine era pure riuscita a convincermi a quella trasferta in Cile in cerca di traccie di amici misteriosamente scomparsi in note circostanze.In particolare quell'escursione nel deserto sarebbe dovuta servire per reperire un cucciolo di cruccuccio,o come canchero si chiama quella specie di nutria delle praterie, che con modalità enigmatiche gli avrebbe fatto ricordare per sempre quell'amore mai scordato.Tutte cose che m'impedirono di farmi troppi scrupoli quando si ruppe il motore del fuoristrada costringendoci a sottostare a ferree regole di sopravvivenza.Il terzo giorno,finita l'acqua,avrei digerito anche la ruggine,ma invero si dimostrò fin troppo dolce lo spettacolo viscerale e iridescente di quella santabarbara di organi commestibili che si offrirono alle fauci del mostro con gli occhi verdi che mi cullavo dentro da chissà quando

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