Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"
quando il primo raggio di sole attraversa il vetro sporco e si posa esattamente sulla mia palpebra sinistra, che la destra è affondata nel cuscino, e sotto di essa l'orecchio destro tutto storto contro la stoffa sporca del suddetto guanciale, quando entra e si posa dicevo, muovo la mano per un istinto riflesso, o un riflesso istintivo, come a cacciar mosche. e mi rigiro.
più tardi entrano altri raggi, ma a svegliarmi del tutto ci pensa uno strano sbattere di là nel bagno, così spalanco per bene tutt'e due le pupille, e le tengo sbarrate a guardarmi intorno e chiedermi finalmente dove sono piombato.
e allora, solo allora, mi accorgo che la televisione è stata accesa tutta la notte, su un canale che trasmette videopredicatori non stop, il monoscopio del canale è una colomba che regge un minuscolo ramoscello d'ulivo nel becco e pare abbia una croce che le spunta dal culo. qualcuno ha abbassato l'audio a livelli impercettibili per cui vedo solo la bocca del pastore che si muove ma non sento le sue parole evangeliche.
e penso: "mio dio, mio signore, dove mi sono perso, perché mi hai abbandonato in questo motel in mezzo al nulla, mio dio aiutami ti prego", allora stacco l'orecchio torturato dal cuscino e vedo la stanza con la moquette bruciacchiata come nelle migliore tradizione, il velluto color rosa marcio della testiera del double bed in cui mi trovo steso, sento un odore acre, di sigaretta spenta ormai da molte ore, e anche di qualcos'altro, qualcosa che la mia mente si rifiuta di catalogare.
apro il cassetto del comodino sghembo e dentro c'è, come potrebbe non esserci, una bibbia scritta in americano, così la prendo e leggo a caso sottovoce per minuti o per ore non saprei, cerco di sincronizzare i movimenti della mia bocca con quelli del telepredicatore. salmodio per trovare il coraggio finche non lo trovo.
e allora vado in bagno evitando di guardare il preservativo buttato sul pavimento di piastrelle bianche sbrecciate, lo escludo dalla mia visuale come si escluderebbe uno scarafaggio che zampetta veloce verso lo scarico del cesso, vado direttamente allo specchio sopra il lavello, faccio scorrere l'acqua, poi ritrovo il coraggio di prima e mi guardo, la mia faccia grottescamente deformata dal rossetto sbavato, gli occhi neri di mascara "dio mio" penso "che cos'è questo, chi mi ha fatto questo?", lavo via tutto, continuo a pregare cercando di scacciare i ricordi, di altri buchi neri come questo in cui sono stato risucchiato e da cui sono uscito con lividi peggiori.
la cosa che sbatteva prima è sparita, cerco di capire cos'era ma nel bagno non c'è nessuno, e nulla che potrebbe aver provocato quel rumore. allora torno in camera da letto, cerco i miei vestiti ma trovo solo un abitino rosa, da donna, estivo con le bretelle, e calze a rete e un paio di giarrettiere e scarpe col tacco a spillo. c'è una parte di me che sa perché questi abiti sono qui, ma non la voglio stare ad ascoltare. almeno il mio portafoglio, quello, non sembra diverso, ci sono tutti i soldi dentro, e i documenti che attestano la mia vera identità.
più tardi verso sera, con addosso un paio di jeans neri e una polo dello stesso colore acquistati sull'interstate in un negozietto per camionisti, me ne sto a guardare i cabover che passano a tutta velocità dalle vetrate sudicie di un diner inn. la mia mano giocherella con la croce che ho trovato appoggiata sul comodino del motel, accanto al portafoglio. me la appunto sulla polo, proprio sul cuore. muovo le labbra senza proferire suono, come il predicatore visto in tv.

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