Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"
Esercente,aveva scritto il mezzemaniche sui documenti d’identità.Lei commerciava in vocali(brevi e lunghe),consonanti(escluse le gutturali),bignè di crema,polpa di granchio,anime,bottoni,tagliacarte,fili e rocchetti per cucire sogni,amori stralunati(un tanto a oncia),umori del corpo(un tanto a goccia).In forma di donna era uscita da un manoscritto,che uno sbandato di polacco aveva trovato a Saragozza.”Sei un demonio!” le disse lui.”Sono buona come il pane” gli rispose lei buttandosi tra le sue braccia,prima la crosta poi la mollica.Lui avvampò di terrore,lei si fece acqua per lui.Lui ebbe freddo,lei diventò fuoco.Non aveva il senso della misura.Lui chiuse gli occhi,lei diventò sogno.Tacque per tutto il giorno il malcapitato.Neanche si muoveva più:ignorava in cos’altro mai lei si sarebbe trasformata.Solo a tarda sera,quando lei dormiva come una donna,con i seni di donna,il sesso di donna,il languore di donna,lui le si avvicinò e le chiese piano:”quante forme hai donna?”.”Ma io sono la forma!” scoppiò a ridere lei.”Pensavi davvero che fossi il demonio?”--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------“Non c’è più stupore,in te”bisbigliò lei senz’astio.”Sbagli”negò lui senza convinzione.Lei si era mutata in tutto ciò che lui aveva voluto.Gitana dagli occhi di lancia e i fianchi di marmo,concubina dei re neri alle sorgenti del Nilo,Circassa dal corpo immenso che compri per due denari dietro la torre di Galata a Istanbul.Cento volte vergine,cento volte puttana di strada.Sazio lui delle forme di donna,lei s’era fatta ermafrodita,chimera,ninfa,sirena,manticora.Aveva acconciato la sua pelle a scaglie di serpente e a scroscio di sole.Fumo d’oppio,era entrata in lui..Grembo materno,l’aveva accolto in lei.Un’unica volta,dando corpo alla sua disperazione,s’era dissolta in suoni,gemito di Banshee nelle notti di Scozia e d’Irlanda.”Guarda,guarda qua e ascoltami…”ansimò lui appena spalancata la porta,la barba incolta,gli occhi rossi,l’alito puzzolente.Teneva in mano un rotolo di carta.”Hai posseduto Elena,decapitato Salomè,violato Gretchen,sgretolato Ruth in mille grumi di sale”scandì lei.”Ero io,ma non te ne importava”.”Sciocca,mille volte sciocca,tante quante sono le tue forme” biascicò lui srotolando sul tavolo un disegno insensato.”Non capisci?In te,io esploro ciò che è unico e ciò che è banale,l’orrido e il sublime.Sei tutto il mio mondo.Ora guarda qui”.”Non esplori nient’altro che la tua follia.E io non sono che il catalogo inanimato delle tue ossessioni.I sogni e gli incubi,che altri fan decantare in parole,tu li fai precipitare in materia,oggetti,corpi,carne.La mia carne”.”Non so che farmene delle parole.Ho disegnato la tua prossima forma.La vedi?Roccia che vive,corrosa dal tempo,scolpita dal vento,segnata dall’uomo.Diventa questo per me”.Fu un istante.Lei diventò la copia esatta del foglio malamente srotolato sul tavolo:sopra,c’era tracciato lo stesso stupido disegno.”Ma io non..”.Lui non ebbe tempo di finire la frase.Lei si appallottolò come carta straccia e si gettò via---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Anni senza tempo passò a cercarla.Il più esile filo potesse portarlo a lei,lui lo seguì,a dispetto dei rischi che correva e delle irrisioni cui andava incontro.Volò fino a Cerere e Pallade,per via di strane storie che i mercanti di sabbia marziana narravano su una furia che aveva messo a soqquadro le due colonie.Incerte notizie su una nave pirata,che dicevano volasse come spiegando le vele sul vento solare,lo spinsero a imbarcarsi come mozzo su una goletta per Deimos,la luna del Terrore. Qui,senza un denaro né una traccia di lei,si ripulì alla meglio e s’acconciò a precettore dei figli di un arricchito.”Ah,fratello,non c’è cosa che non puoi comprare su quel sasso scomposto che è Eros” udì un giorno da un pomposo amico dell’arrcchito,uso a discorrere con la bocca piena e a sputare per terra:”essenze saturnine,licheni di Marte,gemme di Io ed Europa,once d’amore,dicono,e anime persino,starnazzano i timorati di Dio…”.Un’ora dopo era in viaggio:Eros e poi Giunone,Vesta,uno ad uno Aiace,Achille,Antiloco,Nestore e Menelao,Ulisse e Diomede e tutti i ciottoli troiani,da una colonia all’altra dietro le voci su una mercante di rara bellezza che nessuno aveva mai posseduto.Su Hermes lo arrestarono per le strane domande che rivolgeva a chiunque incontrasse,su Hidalgo rischiò la forca dopo una rissa in cui non aveva proferito parola né levato un pugno.Quando arrivò su Amor,il freddo delle membra gli ghiacciava ormai anche i pensieri,e il ricordo ossessivo della mutevolezza di lei s’era cristallizzato in un’unica forma,un unico viso,la forma e il viso di lei la prima volta che vi aveva posato lo sguardo.Fu allora che la vide.Aveva il capo coperto da uno scialle dai cento colori,il corpo nascosto dagli abiti che la proteggevano dal freddo.Lo aspettava.Lo guardò con dolcezza,passò la sua mano sul volto di lui,gli sorrise.”Cosa vuoi che diventi,per te?”gli chiese senza ironia.Lui tacque a lungo.”Nulla”rispose infine sfiorandole le labbra.Lei diventò Nulla .E lo portò con sé.

"il giallo è geometria.Il nero è caos,emozione forte.E non prevede regole" Laura Grimaldi
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