Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"
Non voglio dire che i miei sketch non fossero divertenti; divertenti lo erano. Ero, in effetti, un pungente osservatore della realtà contemporanea ; mi sembrava semplicemente che fosse così elementare, che restassero così poche cose da osservare nella realtà contemporanea: avevamo semplificato tanto, sfrondato tanto, infranto tante barriere, tanti tabù, tante false speranze, tante errate aspirazioni; restava così poco, davvero. Sul piano sociale c'erano i ricchi, c'erano i poveri, con qualche fragile passerella – l'ascensore sociale , soggetto su cui era di moda ironizzare; la possibilità più seria di rovinarsi. Sul piano sessuale, c'erano coloro che ispiravano il desiderio e coloro che non ne ispiravano affatto: meccanismo esiguo, con qualche complicazione di modalità (l'omosessualità, ecc.), comunque facilmente riducibile alla vanità e alla competizione narcisistica, già ben descritte dai moralisti francesi tre secoli prima. C'erano peraltro le brave persone , coloro che lavorano, che producono effettivamente i beni di consumo, anche coloro che – in maniera un pochino comica, o patetica se si vuole (ma ero innanzitutto un comico) – si sacrificano per i figli; coloro che non hanno né bellezza nella loro gioventù né ambizione in seguito né ricchezza mai; che aderiscono però con tutto il cuore (e persino per primi, più sinceramente di chiunque) ai valori della bellezza, della gioventù, della ricchezza, dell'ambizione e del sesso; coloro che formano, in certo qual modo, il legante della salsa. Costoro, mi rincresce dirlo, non potevano nemmeno costituire un soggetto . Ne introdussi comunque alcuni nelle mie scenette per conferire diversità, un effetto di realtà ; ma cominciavo seriamente a stancarmi. Il peggio è che venivo considerato un umanista ; un umanista acido , ma pur sempre un umanista. Ecco, per dare un'idea, una delle battute che infioravano i miei spettacoli:
“Sai come si chiama il grasso attorno alla vagina?”
“No.”
“Donna.”
Stranamente riuscivo a piazzare questo genere di spiritosaggini, senza smettere di avere buone critiche su Elle e Télérama ; vero è che l'arrivo dei comici arabi aveva riportato in auge le scivolate da macho e che io scivolavo con grazia. In fondo, il beneficio maggiore del mestiere di umorista, e più generalmente dell' atteggiamento umoristico nella vita, è quello di potersi comportare come uno stronzo in tutta impunità, e persino di poter rendere estremamente redditizia la propria abiezione, in termini di successo sessuale o economico; il tutto con l'approvazione generale.
Il mio presunto umanesimo poggiava in realtà su basi assai misere: una vaga arguzia sui tabaccai, un'allusione ai cadaveri dei clandestini negri finiti sulle coste spagnole erano bastate a procurarmi una reputazione di uomo di sinistra e di difensore dei diritti dell'uomo. Uomo di sinistra, io? Avevo potuto introdurre occasionalmente nelle mie scenette alcuni altermondialisti, vagamente giovani, senza dare loro un ruolo immediatamente antipatico; avevo potuto cedere occasionalmente a una certa demagogia: ero, lo ripeto, un buon professionista. Peraltro avevo una faccia da arabo, il che facilita; il solo contenuto residuo della sinistra, in quegli anni, era l'antirazzismo, o più esattamente il razzismo antibianchi. Non capivo del resto molto bene da dove mi venisse quella faccia da arabo, sempre più caratteristica con il passare degli anni: mia madre era di origine spagnola e mio padre, che io sappia, bretone. Mia sorella, per esempio, la troietta, presentava indiscutibili tratti mediterranei, ma era molto meno scura di me e aveva i capelli lisci. Ci si sarebbe potuti porre degli interrogativi: mia madre era stata di una fedeltà irreprensibile? O avevo per genitore un Mustafà qualsiasi? Oppure, altra ipotesi, un ebreo? Fuck with that : gli arabi accorrevano in massa ai miei spettacoli – e anche gli ebrei del resto, anche se un po' meno; e tutti pagavano il biglietto intero. Ci si sente interessati alle circostanze della propria morte, è sicuro; meno a quelle della propria nascita.
(da'La possibilità di un'isola' M.Houellebecq)

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