L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

lunedì, 02 ottobre 2006

l’assassino e’ la luce



ha appena indossato il cappotto nero ed ha le chiavi di casa in mano, si avvicina alla stanza da letto attirato dal riflesso rosso pieno sul legno della porta aperta.


sta uscendo ma vuole spegnere la lampadina che sicuramente ha lasciato accesa sul comodino, entra e vede il tappeto bianco con l’angolo sollevato, lo sistema col piede; si accorge che la luce effettivamente e’ spenta.

si gira verso la porta a guardare ancora il colore che e’ vivo, più’ di prima; volta gli occhi verso la finestra, e’ pomeriggio ed il sole ancora alto, i raggi attraverso la tenda spessa faticano, ma una volta dentro lasciano il segno contro l’anta e lo ingannano.

con due dita scosta di pochi millimetri il telo a liberare una lama sottile e carica di movimento che lo ghigliottina di traverso; di luce e polvere il fascio, nel frame successivo, ha già’ diviso in due lo spazio tra il di qua ed il di là.

istintivamente lascia la presa e ricompone l’assenza precedente.
e’ sconnesso dal prima e senza farsi toccare libera di nuovo il fascio:poi torna il buio, richiude la porta e non esce piu’.

si toglie il cappotto e lo lascia cadere sulle piastrelle, si riavvicina alla tenda, la guarda e si allontana; fermo si sbottona la camicia, se la sfila e la lascia, si slaccia la cintura, si toglie i pantaloni e li lascia.

le sue dita scorrono sulla tela senza spostarla e lui e’ rimasto nudo; e’ in piedi e respira con il naso, non vede piu’ nulla, tese le braccia in avanti ascolta solo rumore e si riempie fino a quando non esaurisce la memoria; poi non sente piu’ nulla.

basta un dito e la tenda libera definitivamente il piano di luce che ringhiando in un secondo recide e sparisce.

il primo pezzo a cadere a terra e’ quello destro, sul tappeto; il sinistro resta in bilico, in equilibrio sull’unica gamba e con l’unico occhio vede ancora.

guarda in basso attraverso l’unica lacrima.

poi basta.

poi cade.

[gia' su reblog]

[foto mf ]

Postato da: RenatoR a 15:46 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   03 Ottobre 2006 - 11:56
 
un pezzo d'altissima macelleria in cui si distingue il legno che,prima riflette poi regala l'assoluto,smascherato dalla luce,di una consapevolezza che non potrà ripetersi

p.s. portate degli stracci
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#2   03 Ottobre 2006 - 16:45
 
... azz. io credevo che l'assassino fosse il maggiordomo.
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Commenti
 

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