L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

lunedì, 04 settembre 2006
Cui prodest? (evidenziare per leggere)

Mi tormentava un piccolo, insignificante particolare. Mentre lasciavo la scena del delitto mi colpì con inaudita chiarezza il ricordo di Matilde De Nives, riversa sul pallido cretonne del divano. Giaceva scomposta, posizionata trasversalmente rispetto all'ampia seduta. La testa si trovava in una posizione più bassa rispetto al resto del corpo.

Le gambe a cavallo dello schienale del divano, piegate a seguirne, oltre il bordo, anche il retro; il bacino aderente ai cuscini verticali; le spalle, il collo, le braccia in orizzontale sulla seduta; la testa penzoloni, i lunghi capelli decolorati a spazzare il pavimento. Il sangue a spisciolare piano sul tappeto. Sulla tempia destra uno sbrego, una ferita slabbrata e orlata di rosso, un segno lungo e tormentato. Forse era stata colpita con un attizzatoio, che nella sala mancava.

Forse questo era il risultato di un atto imprevisto, un gesto di rabbia, una passione improvvisa. Del resto che si trattasse di un delitto passionale era confermato da molte diverse circostanze. La stanza era in una piacevole penombra, la lampada vicina al tavolo era accesa, ma schermata da un foulard. Sul copritermosifone di marmo c’erano i resti di tre piccole candele rotonde, di quelle colorate, che si erano sciolte fino a spegnersi, lasciando nell’aria un aroma spesso e untuoso, forse sandalo, forse  patchouli o chissaché.

E come se non bastasse c’erano due bicchieri sul tavolino basso, nemmeno toccati, il liquido ambrato allo stesso livello e lì presso la bottiglia di liquore. La posizione di lei poi: le vesti in disordine, la gonna arrotolata sui fianchi… tutto, tutto lasciava presumere un incontro galante finito male: magari per un ripensamento della ragazza oppure per un giochino  che si era spinto troppo oltre.  


Eppure …eppure qualcosa stonava in quel bel quadretto accuratamente predisposto. Nessuna fanciulla l’avrebbe mai fatto: provvedere accuratamente ad ogni particolare e dimenticare di preparare se stessa. Non l’avrei mai capito, se non fosse stato per quell’unico, insulso particolare: non avevo potuto fare a meno di notare che le belle gambe di Matilde non erano esattamente glabre… Un appuntamento amoroso senza una ceretta preventiva! suvvia.
 
Adesso seguo un’altra pista. Matilde De Nives non lavorava da almeno due anni, eppure viveva nel lusso. Ogni primo del mese qualcuno versava sul suo conto corrente una cifra di 6000 euro. Da dove le venivano quei soldi? Cosa valeva tanto?
 
Così ora cerco informazioni e se qualcuno di voi ha visto o sentito qualcosa che possa fare luce sul mistero è pregato di farsi avanti. Prometto di mantenere l’anonimato. Ogni aiuto sarà gradito. (La polizia brancola nel buio…)
 
 

Postato da: CRONOTACHIGRAFO a 20:54 | link | commenti (4) |
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