L.A.NOIR

Storie di funghi sotto i ferri (straight on till morning) **Elementi di Tenebra -"Il passato è una terra straniera"-Davanti,Sua Maestà Il Futuro(dilazioni) #"Se spezzi il nucleo dell'atomo ci troverai racchiuso il sole"# -----Guai ai Vinti------(La piccola bottega dei clangori)§§§§§§§§§§§ "Scrivevo silenzi, notti, notavo l'inesprimibile, fissavo vertigini"

martedì, 14 marzo 2006

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Talor mentre cammino per le strade
-Camillo Sbarbaro

Talor, mentre cammino per le strade
della città tumultuosa solo,
mi dimentico il mio destino d'essere
uomo tra gli altri, e, come smemorato,
anzi tratto fuor di me stesso, guardo
la gente con aperti estranei occhi.

M'occupa allora un puerile, un vago
senso di sofferenza ed ansietà
come per mano che mi opprima il cuore.
Fronti calve di vecchi, inconsapevoli
occhi di bimbi, facce consuete
di nati a faticare e a riprodursi,
facce volpine stupide beate,
facce ambigue di preti, pitturate
facce di meretrici, entro il cervello
mi s'imprimono dolorosamente.
E conosco l'inganno pel qual vivono,
il dolore che mise quella piega
sul loro labbro, le speranze sempre
deluse,
e l'inutilità della loro vita
amara e il lor destino ultimo, il buio.

Ché ciascuno di loro porta seco
la condanna d'esistere: ma vanno
dimentichi di ciò e di tutto, ognuno
occupato dall'attimo che passa,
distratto dal suo vizio prediletto.

Provo un disagio simile a chi veda
inseguire farfalle lungo l'orlo
d'un precipizio, od una compagnia
di strani condannati sorridenti.
E se poco ciò dura, io veramente
in quell'attimo dentro m'impauro
a vedere che gli uomini son tanti.

Postato da: iperio a 10:00 | link | commenti (5) |
immagini, incontri, poeticamente

sabato, 11 marzo 2006
Scorcio

Agnes si era issata sul grande tavolo di ciliegio in sala da pranzo, con un mazzo di carte. A gran voce sentenziava che ogni cosa ha il suo posto! mentre sistemava una carta per volta tra gli arabeschi liberty dell'imponente lampadario.
"L'asso di spade nel mezzo. E che scruti minaccioso chi ha cattive intenzioni..".
Qualcuno l'applaudiva dal basso, altri gridavano, altri ancora ridevano di risate aliene e gracchianti, di quelle risa che impugnano gli addominali e li strizzano; quelle che fanno piangere e lasciano stupiti osservatori occasionali.
Freidrich gattonava per la casa in cerca del punto debole del pavimento. Stringeva tra le mani uno schiaccia-mosche a forma di mano ed era deciso a scavare una fossa tra le mattonelle. Appollaiato sui calcagni, la lingua tra i denti, sembrava convinto che il Bianconiglio si trovasse sotto i suoi piedi. Se qualcuno provava ad inginocchiarsi con lui e domandava cosa stesse facendo lui sapeva rispondere soltanto "Guarda..", grattando le piastrelle con poca forza e con gli occhi tremuli per l'eccitazione del bambino che assiste alla filatura dello zucchero per la prima volta.
Lauren reggeva maldestramente in una mano un posacenere in ceramica ed era ossessionata dai mozziconi di sigarette che credeva di vedere negli angoli più nascosti di casa; nel frattempo, tra un isterismo e l'altro, intratteneva Peter circa la sua assoluta convinzione dell'esistenza della terza faccia della medaglia: una faccia malleabile, come il vetro incandescente di Murano, diceva, che fugge il destino e il buon costume, ma anche il buon pensare..una faccia di bronzo insomma.
Talvolta compariva Aris per lagnarsi di come tutto le apparisse troppo arancione ed intenso, una vera tortura per quegli occhi chiari e lucidi. Le sue lamentele andarono avanti per un paio d'ore, fino a quando Peter le suggerì di indossare un paio di occhiali da sole dalle lenti scure. D'un tratto i colori riacquistarono la natura gentile decretando la fine della sua pena.

Esistono luoghi e tempi in cui le regole perdono prima il significato e in seguito il loro potere; in cui i codici della comunicazione vengono reinventati, smembrati, sbrindellati dal caso e dall'irrazionalità, riasseblati e riutilizzati in giochi folli.
Forse erano anche pazzi, malati, a volte tristi e contagiosi, irriverenti e apparentemente incomprensibili nei gesti di autismo, ma è in uno stato mentale alterato che quelle giovani menti sentivano di poter essere finalmente liberi di trovare un senso.

Postato da: Anje a 14:25 | link | commenti (6) |
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lunedì, 30 gennaio 2006

intorno

le tue parole

spingono

l'asse di queste ore.

Postato da: frammentivolanti a 12:46 | link | commenti |
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venerdì, 11 novembre 2005



Alla vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Nazim Hikmet

immagine di Iperio, toscana meridionale, agosto 2004

Postato da: iperio a 17:21 | link | commenti (1) |
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venerdì, 21 ottobre 2005

Rasta Boy

 

roma santa maria in trastevere

 

giugno 2004

 

Postato da: iperio a 12:53 | link | commenti |
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